Una lettera aperta al sindaco Marino, e all’assessore alla Cultura, Flavia Barca, per spiegare «cosa non è e, soprattutto, cos’è» il Macro, arriva dallo staff del Museo d'arte contemporanea dopo l’annuncio del trasferimento dalla sovrintendenza al dipartimento Cultura. «Per quanto il Macro continui a essere considerato e definito dall'amministrazione un Ufficio di scopo, l'acronimo corrisponde alla sua effettiva e concreta identità - recita la lettera - il Macro è il Museo d’arte contemporanea di Roma: ruolo e posizione conquistati in oltre 10 anni di perseguimento di un indirizzo programmatico e gestionale oggi ampiamente riconosciuto a livello internazionale». Non ci sta dunque lo staff a far passare il messaggio che il Macro sia «solo un grande spazio espositivo» ma, sottolinea, «è il centro di produzione culturale a carattere sperimentale della città». Il Macro ha una mission precisa che «non vive solo di fondi pubblici. È capace di attirare partner e sponsor che contribuiscono enormemente all’attività e alla programmazione. Partner allarmati di fronte all’attuale incertezza e minaccia di discontinuità». Per questo, continua lo staff «chiediamo che non venga procrastinata l'individuazio- ne di una figura dirigenziale credibile; la scarsa autono- mia nella gestione del rapporto pubblico/privato venga rinforzata; il futuro sia quindi di continuità, ponendo fine alla prassi di sminuire il lavoro, a prescindere e a priori; sia dato ascolto e peso a coloro che hanno aderito alla petizione "Appello per il Macro" dell’associazione Macroamici».
Lo staff scrive all’assessore
Una lettera aperta al sindaco Marino, e all’assessore alla Cultura, Flavia Barca, per spiegare «cosa non è e, soprattutto, cos’è» il Macro, arriva dallo staff del Museo d'arte contemporanea dopo l’an...