Roma Capitale

Mensa chiusa per lavori. Poliziotti in rivolta

Da quaranta giorni la mensa del commissariato di Ostia è chiusa e i poliziotti osservano un digiuno forzato. Dopo le volanti con la tappezzeria distrutta e la carrozzeria ammaccata, dopo le divise...

Da quaranta giorni la mensa del commissariato di Ostia è chiusa e i poliziotti osservano un digiuno forzato. Dopo le volanti con la tappezzeria distrutta e la carrozzeria ammaccata, dopo le divise troppo strette o troppo larghe e i cinturoni della pistola fragili come carta, l’ultima beffa per i poliziotti è la chiusura del refettorio. Lo denuncia, in una lettera inviata al Questore Fulvio della Rocca, il segretario provinciale del Sindacato Autonomo di Polizia, Francesco Paolo Russo. Il motivo? «Lavori». La verità è che, come precisano gli stessi agenti in servizio negli uffici di via Genoese Zerbi, non si sono mai visti ad oggi operai né strumenti che lascino pensare ad un cantiere. «Il risultato è che gli agenti, soprattutto quelli addetti al controllo del territorio, che hanno orari meno flessibili per poter mangiare, ora si trovano in difficoltà. La riapertura della mensa, inoltre, sarebbe prevista per gennaio 2014. Visti i tempi lunghi, potrebbero almeno darci ticket restaurant o stipulare convenzioni con esercizi e supermercati dove spendere il buono sostitutivo del servizio mensa». «Sabato - aggiunge Francesco Paolo Russo - gli agenti impegnati nei servizi di ordine pubblico in occasione della manifestazione che si è svolta a Roma, in piedi dalle 5.30 dopo oltre dodici ore di lavoro, al rientro al commissariato non hanno nemmeno potuto pranzare seduti, con un piatto caldo». «Se vogliamo mangiare dobbiamo andare a Fiumicino - spiega un altro poliziotto. Il che vuol dire arrivare in commissariato alle 11, cercare questi benedetti buoni, andare a pranzo e rientrare in tempo per il turno di servizio. Finora mi sono rifiutato di fare questo tour de force, ma dover sbranare sempre pizza o panini è deprimente. Eppure nella mensa di via Zerbi ci mangiano anche colleghi in pensione, carabinieri, finanzieri e vigili urbani». «Io faccio il turno in quinta da 22 anni - aggiunge un altro agente -. Se avessi messo via la somma che ogni volta che faccio la sera spendo per mangiare, a quest’ora andavo a lavorare con la Lamborghini. Mi pago i pranzi, sto su macchine che hanno 250mila chilometri, mi tagliano gli straordinari, chiudono il tribunale di Ostia costringendomi ad aggiungere altri 60 chilometri di strada e trovano anche da ridire?». «Al momento è stata stilata una convenzione con un noto ristorante di Ostia che - annuncia Russo - farà pranzare a 4,65 euro».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.