È chiuso nell’hangar Avio 2 di Fiumicino l’Airbus 320 di Alitalia costretto domenica scorsa ad un atterraggio di emergenza a causa della mancata apertura del carrello destro. È qui che i periti nominati ieri dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia dovranno effettuare i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente. Dietro le reti che lo separano dalle officine dove s’affollano i meccanici s’intravede la targa del gigante ferito, EI-EIB. «Targa irlandese perché l’ottanta per cento degli aerei di Cai sono presi in leasing da società estere», spiega la Cub Trasporti. «Questo Airbus è stato preso in affitto dalla Apfl che ha sede a Dublino». «Una volta eravamo proprietari di tutta la flotta», si appigliano ai ricordi i meccanici che si sentono, da sempre, parte integrante dell’azienda, orgogliosi della bandiera tricolore disegnata sulla carlinga dei jet che fanno volare l’Italia nel mondo. L’A320 del volo Madrid-Roma, finito fuori pista domenica sera, dovrà rimanere nel grigio hangar per settimane, forse per mesi. Finchè non verranno terminati i rilievi dei periti. Terminate le analisi, il velivolo verrà dissequestrato e l’Alitalia dovrà decidere se rottamarlo o aggiustarlo. In quest’ultimo caso c’è da ricomprare il carrello rotto. Costo: 250mila euro. Gli ispettori dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo hanno effettuato già il 29 settembre un sopralluogo per la raccolta e la preservazione delle evidenze utili alla ricostruzione della dinamica e all’individuazione delle cause dell’incidente. Continueranno ad indagare anche nei prossimi giorni. È inoltre in corso l’inchiesta dell’Enac, l’ente dell’aviazione civile. Tutti a caccia del guasto che ha provocato l’avaria al carrello. Bocche cucite sugli elementi già raccolti.
La Procura nomina i periti per i rilievi sul jet Alitalia
È chiuso nell’hangar Avio 2 di Fiumicino l’Airbus 320 di Alitalia costretto domenica scorsa ad un atterraggio di emergenza a causa della mancata apertura del carrello destro. È qui che i periti...
