A testa bassa con la Metro C fino a piazza Venezia. Ma senza la società Roma Metropolitane, che potrebbe essere chiusa e liquidata a breve per «inutilità». Il destino della partecipata è il nuovo fronte aperto dall’assessore capitolino alla Mobilità, Guido Improta, durante la caotica e a tratti grottesca maxi-commissione allargata Bilancio, Mobilità, Ambiente e Lavori Pubblici tenutasi tra l’altro di fronte a più di 50 cittadini (fuori controllo) dei comitati contro il taglio degli alberi in piazzale Ipponio e via Sannio. Durante la sua relazione, Improta ha ammesso la «necessità di una riflessione sull’utilità dell’esistenza di un soggetto come Roma Metropolitane». Un’affermazione, ribadita anche a margine, che ha fatto calare il gelo sui dirigenti della società presenti all’incontro: «I ritardi sono sotto gli occhi di tutti – ha spiegato – e gli aggravi di costo per 625 milioni parlano chiaro. La società non solo non ha funzionato, ma ha anche investito il Comune di oneri, responsabilità e lavoro aggiuntivo. Mi pare legittimo farsi venire dei dubbi». Pare che Improta porterà la proposta di scioglimento della società (180 dipendenti, la metà amministrativi) già in una delle prossime giunte. La soluzione potrebbe essere riportare le competenze agli uffici o affidare tutto ad Atac. Quello che è certo è che nonostante i tentativi d’ostruzionismo da parte di almeno una decina di consiglieri comunali (i 4 di Sel, i 4 del M5S, il radicale Magi e l’ex Verdi Athos De Luca), la giunta Marino vuole portare la Metro C fino a piazza Venezia entro il 2024. Lo hanno ribadito a chiare lettere sia Improta, secondo il quale «la metro a San Giovanni non avrebbe valore e finirebbe per congestionare la linea A», che l’assessore all’Ambiente, Estella Marino. Per entrambi, inoltre, il taglio degli alberi fra piazzale Appio e Colosseo «non si poteva evitare» ma hanno ribadito, insieme a Roma Metropolitane, che «i fusti saranno ripiantati con proporzione almeno di 1 a 4». Una linea dura che ha scatenato la rabbia dei comitati invitati da De Luca: momenti di tensione, con urla e insulti verso l’assessore Improta e la consigliera civica Svetlana Celli; a un certo punto si è anche sfiorata la rissa, con il Pdl Marco Pomarici che si è trovato vis à vis con uno dei cittadini. Già da oggi la discussione sarà riportata in una sede più idonea, una Commissione speciale ad hoc il cui presidente sarà Maurizio Policastro (Pd). Qui verranno analizzate anche le vicende legali, fra cui l’allarme del Ministero delle Infrastrutture circa la non sostenibilità dei 71 milioni di euro in più contemplati nel nuovo contratto, che Improta ha derubricato a «mera questione contabile».
Improta: «Chiudere la società È inutile»
A testa bassa con la Metro C fino a piazza Venezia. Ma senza la società Roma Metropolitane, che potrebbe essere chiusa e liquidata a breve per «inutilità». Il destino della partecipata è il nuovo...