Roma Capitale

Il postino non suona più. Servizio in tilt Una montagna di lettere da consegnare

Esplode la rabbia degli utenti. Il sindaco Chiavetta si appella al prefetto

NETTUNO Un tempo passava a piedi e svolgeva il suo lavoro in maniera impeccabile. Poi è stato dotato di bicicletta e successivamente di ciclomotore ma oggi, il postino, benché motorizzato, sembra essere più lento di una lumaca. Talvolta addirittura latitante. Il problema riguarda un po’ tutto il Lazio ma in modo particolare Roma ed il litorale dove si parla addirittura di 5 milioni di lettere in giacenza. Molte le segnalazioni arrivate da Anzio e Nettuno dove, alcuni giorni fa, in un ufficio postale sono dovuti intervenire addirittura i Carabinieri. Molto spesso, infatti, gli utenti infuriati per il mancato recapito della posta, non sapendo con chi prendersela, incolpano gli addetti agli sportelli. Gli unici a metterci, come si suol dirsi, la faccia. «La situazione è critica, spiegano i cittadini in fila dinanzi all’ufficio postale di Nettuno, dove si recano per ritirare la posta in giacenza. Da un mese e mezzo ormai non riceviamo nulla. Pacchi, bollette, raccomandate. Nulla più viene recapitato. Soprattutto nelle zone periferiche della città». In pieno centro, tutto sembra essere normale. L’Amministrazione comunale di Nettuno ha diffidato la direzione provinciale di Poste Italiane a normalizzare il servizio di consegna della corrispondenza. «Abbiamo contattato i vertici provinciali delle Poste, spiega il sindaco Alessio Chiavetta, sottolineando tutte le centinaia di lamentele di cui siamo stati messi a conoscenza» . Gravi i disagi per ritardi o addirittura per la mancata consegna di importanti comunicazioni come le raccomandate. «È facile immaginare, continua Chiavetta, quale danno economico rappresenti per un’attività commerciale la mancata consegna di un’ordinazione o di una fattura. Ho informato il Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro sul grave stato di cose» . Da Poste Italiane fanno sapere: «Siamo aperti al dialogo con il sindaco Chiavetta. Facciamo presente che i problemi si verificano quando il postino titolare va in ferie o è in malattia e ci teniamo a precisare che la toponomastica, in queste zone, è totalmente imperfetta». Stessa situazione ad Anzio dove ormai dal mese di luglio, la posta viene recapitata a saltelli. La zona più colpita dal fenomeno della sparizione del postino è Anzio Colonia ed è proprio in questa zona che abbiamo raccolto la maggior parte delle testimonianze. Paolo Beato, residente nel quartiere Colonia: «Due giorni fa mi sono recato all’ufficio postale per reclamare. Fino a pochi giorni fa il postino non passava. Da qualche giorno a questa parte ha ripreso il suo giro ma non lascia la posta. Mi è stato risposto che la responsabilità non è di Poste Italiane ma della società che si è aggiudicata l’appalto». Anna Maria , un’anziana nello stesso quartiere, racconta: «A causa della mancata corrispondenza ho pagato in ritardo due bollette della corrente elettrica. Dopo innumerevoli solleciti di pagamento che non ho mai ricevuto, il gestore mi ha staccato la luce». E sono tante le persone, soprattutto anziane, alle quali è stata sospesa l’erogazione della pensione Inps per non aver mai ricevuto, e quindi riconsegnato, il modello di autocertificazione. Per non parlare poi dei pacchi postali. Rosanna Zuppardo, di Anzio: «Su Internet ho ordinato dei prodotti che mi servivano per lavoro. Ho pagato con carta di credito circa 400 euro ma non ho mai ricevuto nulla».

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