Parola d’ordine: riconversione. Il sindaco Ignazio Marino è stato ricevuto ieri a Palazzo Baracchini dal ministro della Difesa Mario Mauro per iniziare un processo di trasformazione delle caserme in disuso e di altri immobili di proprietà del demanio in gestione ai militari in case popolari, parcheggi, consultori e asili nidi, ma anche palestre e strutture sanitare e di assistenza agli anziani. Punto di partenza è il protocollo firmato nel 2010 da Gianni Alemanno e Ignazio La Russa, all’epoca rispettivamente sindaco e ministro della Difesa, che includeva 15 immobili, tra cui tre forti (Boccea, Trionfale e Tiburtino) per un guadagno da parte del Comune allora stimato in 600mila euro. Nella lista di acquisizioni, inattuata nei 365 giorni successivi alla firma e quindi decaduta, figuravano inoltre Palazzo Betti Medici, le caserme Piccinini, Uliveti, Ruffo, Gandin, Manara e Donato, il Deposito Materiali del Genio di via del Trullo oltre al Campo tiro a segno di Rocca di Papa, l’area esterna dell’aeroporto di Guidonia, l’ex officina Peghetti sempre a Guidonia e i depositi Pol Monte d'Oro di Pomezia e Carburanti a Vitinia. Per evitare un nuovo maxi-pacchetto di strutture da riconvertire, con le lungaggini burocratiche che ne conseguirebbero e che hanno già affossato l’esperimento del 2010, sarà ora il Comune a indicare al ministero a quali aree è interessato. Verranno poi aperti dei tavoli tecnici ad hoc per ogni singolo progetto. Mauro e Marino - è il commento della Difesa - «hanno convenuto sulla necessità di procedere con speditezza» tenendo conto dell’esigenza di «razionalizzare l’uso delle infrastrutture militari» e «ridurre le spese per gli affitti» a carico dello Stato». A guidare il Campidoglio nella scelta degli immobili saranno la posizione geografica e le criticità dei quartieri limitrofi. Spazi che potranno ospitare case popolari, strutture assistenziali e sanitarie, parcheggi e asili nido. Ma anche gli annunciati Museo della Scienza e Casa dell' Artigianato, «pallini» del sindaco ma ancora senza casa. Per le due aree espositive Marino starebbe già pensando alle caserme dismesse di via Guido Reni, a due passi dal Maxxi. Guardando ai problemi della città, invece, i residenti di Celio, Monti ed Esquilino - «orfani» di molti posti auto dopo i lavori per la pedonalizzazione dei Fori Imperiali - sperano che le legittime richieste di nuovi parcheggi possano finalmente venire esaudite. Da anni, infatti, i comitati di quartiere chiedono al riconversione delle strutture militari. «Presto daremo nuova vita alle ex caserme e ad altri edifici in disuso, coinvolgendo territori e cittadini», ha ribadito via Twitter il vicesindaco di Roma, Luigi Nieri, facendo intendere che il Campidoglio si aprirà anche alle richieste dei cittadini. Il prossimo passo del Campidoglio sarà il censimento degli immobili di proprietà del Comune. «È come se un ospite chiedesse quanti bagni ho in casa e non sapessi rispondere: è una vergogna», aveva detto Marino poco dopo la sua elezione annunciando contro l’emergenza abitativa la politica della «rigenerazione». Aspettiamo di capire se, oltre alle caserme, vi rientreranno anche centri sociali e case occupate.
Case popolari e asili nelle caserme
Accordo tra Comune e Difesa per la riconversione degli immobili in disuso