Roma Capitale

E Marino scopre che i romani sognano di fuggire da Roma

Metti una ricerca del Censis che sfruguglia i romani su quello che realmente pensano della loro città . Metti un nuovo consorzio di associazioni di rappresentanza delle piccole e medie imprese romane...

Metti una ricerca del Censis che sfruguglia i romani su quello che realmente pensano della loro città . Metti un nuovo consorzio di associazioni di rappresentanza delle piccole e medie imprese romane chiamata Alleanza Pmi Roma 97.6 che il giorno della loro presentazione ufficiale invitano il sindaco della Capitale Ignazio Marino come ospite d’onore al Tempio di Adriano. E che dopo aver spiegato i motivi della nascita della loro associazione : «Abbiamo voluto unire le voci per gridare forte il nostro disagio- ha detto il portavoce Maurizio Flammini - Abbiamo messo da parte le appartenenze e le diversità identitarie per far sopravvivere l'impresa travolta da un tornado che sta facendo perdere pezzi rilevantissimi del nostro patrimonio imprenditoriale. Ci chiamiamo così per ricordare a tutti il peso che le pmi hanno nell'economia del territorio, ovvero con il 97,6% delle imprese registrate a Roma e provincia» hanno sciorinato al sindaco i risultati sorprendenti della ricerca Censis. C’è poco da ridere. Il 41% dei romani dichiara di essere teoricamente attratto dalla prospettiva di andare a vivere altrove ma se si considera la fascia tra i 18 e i 29 anni la percentuale sale al 67%. I cittadini della Capitale, poi, vorrebbero fare la raccolta differenziata ma il 59% ritiene di non essere a conoscenza delle regole base. Dall'indagine emergono poi alcune richieste: l'ammodernamento dei servizi urbani, il potenziamento della rete wi fi, anche in considerazione del fatto che il 55% dei concittadini usa un pc portatile, il 37% uno smartphone e il 22% un tablet, il maggiore utilizzo della tecnologia per l'info mobilità e l'aumento delle piste ciclabili. E che come sottolineato da Flammini «per i romani l’emblema degli effetti nefasti della crisi è la chiusura di molti negozi». Tale evidenza confermerebbe «che la centralità della pmi è «assolutamente chiara agli occhi dei cittadini: vorremmo poter dire altrettanto anche per le istituzioni». Nonostante tutto però Roma, secondo la ricerca, risulta ancora una metropoli attrattiva visto che negli ultimi due censimenti la sua popolazione è cresciuta del 2,8%, con un aumento dei residenti pari ad un +8%. Gli stranieri sono cresciuti nello stesso periodo del 128%. Il 65% dei romani, però, ritiene che durante la crisi siano peggiorate sia la manutenzione che la pulizia di strade e spazi pubblici. Il sindaco Marino che forse non s’aspettava il quadro desolante dipinto dai suoi cittadini ha elargito perle di saggezza e buoni propositi ribadendo che «da Roma non si deve scappare. Anzi bisogna restarci. Per investire. Per farla crescere. Per renderla migliore». Giusto: ma come? Prima di tutto sconfiggendo l’incuria che «non è soltanto il sacchetto d'immondizia abbandonato in strada, le scritte sui muri, la carenza di mezzi pubblici» ma «un atteggiamento mentale che condiziona il modo di agire, di scegliere, di cogliere le sfide, di osare e raccogliere le opportunità del terzo millennio». Insomma oltre al Daje c’è pure il Damose da fà. Cioè basta piangersi addosso. Marino ha gia in mente la mossa vincente: «Vivibilità e capacità di attrarre. Sono le due leve che utilizzerò per cambiare Roma. Perchè torni a conquistare nel mondo quel ruolo che le compete per fama. Ma soprattutto -conclude- torni ad essere vicino ai romani». E , visto che i romani si lamentano della qualità dei mezzi pubblici il sindaco sa già cosa fare: «Penso che una delle misure da introdurre con urgenza sia quella di poter acquistare il biglietto dell'autobus dal proprio cellulare e controllarlo al passaggio dalla porta anteriore di ingresso». E last but not least una buona novella anche per gli ospiti «la realizzazione della Casa dell'Artigianato è un obiettivo non più rinviabile. L'area di via Guido Reni, con le caserme dismesse, è una di quelle prese in considerazione per ospitarla». Lui già s’immagina come sarà: «Una struttura dedicata alla valorizzazione delle attività artistiche e tradizionali e dei luoghi dell'artigianato romano, un luogo dove trasferire i saperi alle giovani generazioni e di incontro con nuove professionalità, dove le imprese artigiane possano trovare orientamenti per rispondere alle nuove domande del mercato e alle necessità dell'innovazione». Perché il sindaco vuole difendere le botteghe storiche e mica aprire nuovi centri commerciali.

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