Tor Sapienza, la rabbia esplode, in una zona già pressata da campi nomadi stracolmi, con il moltiplicarsi di furti nelle auto e negli appartamenti e dove una sorta di coprifuoco caratterizza ormai da anni le ore serali della zona, la gente si infuria, vuole un cambiamento di rotta, non vuole l'arrivo di altri rom, vuole vivere libera, quindi scende in piazza e protesta. Oltre 350 abitanti di zona hanno partecipato anche rappresentanti di altri comitati di quartiere come quello di Colli Aniene, protagonista da anni della lotta all'ex campo tollerato della Martora. Ieri pomeriggio, ore 17, piazza Cesare De Cupis, all'incrocio fra via di Tor Sapienza e la Collatina, è stata assediata dai residenti in continuo e lento attraversamento delle strisce pedonali. Una manifestazione non autorizzata quindi niente striscioni, ma molto partecipata e sentita. Traffico bloccato per ore in questo asse che connette Tiburtina e Prenestina. «Non importa se hanno intenzione di portare altri 4.000, 400 o 40 nomadi fra qui e La Rustica: non ne vogliamo altri. Questo era un quartiere modello – dice Marco – Ci abito dal 1974. Si stava tranquilli. Oltre ai palazzi, abbiamo le villette di inizio 900, la chiesa, si stava bene, si passeggiava, si andava nei bar. Da anni ormai dalle 21/22 circa preferiamo restare chiusi in casa: è pieno di ubriachi, molte le donne scippate, le auto danneggiate, depredate, vetri rotti e pneumatici asportati. Rivogliamo il nostro quartiere». Il problema deriva non solo dai due campi nomadi di via Salviati che sono terra di nessuno. Da tre settimane ci sono 150 nuovi rom in più, accampati lì accanto. Poi l'annoso problema della palazzina di via delle Mandrie, affollata di cosiddetti rifugiati politici. «Quell'edificio è nel degrado – racconta Silvia – Arrivano fino a qui, a piazza De Cupis, vanno nei bar, si ubriacano, hanno smontato alcune panchine e gli ubriachi fanno i loro bisogni all’aperto. Abbiamo paura. Dicono che sono senza soldi, ma per comprarsi da bere li trovano sempre. Sono passati tantissimi anni ma nulla è cambiato. Ora basta!». «Più siamo poveri e più ci colpiscono e se ne approfittano di noi – rimarca con rabbia Angela Silvetti – Anche io abito qui da 40 anni, nel Parco di Tor Sapienza. Non ne possiamo più. Ogni domenica ci saranno dalle 2 alle 5 auto con i vetri scassati dove i nomadi hanno rubato qualcosa o hanno cercato di portarsi via la macchina. Nella ex stazione di Tor Sapienza adesso c'è un piccolo parcheggio, la nuova stazione è in un altro punto: una volta si sono rubati le ruote nuove di tutte le auto lì parcheggiate, soprattutto quelle con cerchioni in lega. Abbiamo già troppi nomadi qui intorno, piuttosto che farne venire altri, che ne portino via alcuni». «Io casa l'ho pagata e con enormi sacrifici, mica me l'ha data il Comune – dice Elena Pitorri – e adesso vengono loro, fanno i padroni del quartiere, sporcano tutto, ci rubano in casa e il valore degli appartamenti precipita. Abbiamo sopportato fin troppo». «Tra un po' andrà a finire che dovremo andare via noi per far spazio ai nomadi – urla Carmela D'Amato - E' uno scandalo! I furti aumentano, abbiamo paura di tutto». «A via Salviati abita mia suocera che si deve respirare i fumi neri di quando ai campi nomadi bruciano i cavi elettrici e i copertoni – racconta Antonella Fusco - E' serrata in casa: andare a trovarla diventa un'impresa, con questi che ci sputano addosso e ci lanciano pietre. Nel 1992 il campo della Martora doveva diventare un'area verde attrezzata con piste ciclabili, nacque l'associazione Alvi che doveva curare tutto poi più niente: ci misero un campo nomadi che restò fino al 2010, poi l'abbandono. Dal Campidoglio nessuno ha mai più voluto valorizzare la zona. Ci rimangono i mucchi di rifiuti accumulati dagli zingari. E' indescrivibile il degrado in cui ci fanno vivere». «Si sono dimenticati di noi – prosegue Pasquina Tarola – Impossibile percorrere queste strade la sera. Nomadi e cosiddetti rifugiati sporcano ovunque, rubano di tutto e poi quelli che si accoppiano sotto le nostre case: non dimentichiamoci che prostitute e trans della Palmiro Togliatti vengono qui a consumare con i clienti».
Tor Sapienza insorge: Non vogliamo più rom
Bloccato il traffico, i campi scoppiano «Ce ne andremo per far posto ai nomadi»
