Roma Capitale

Arion getta la spugna: al suo posto i cinesi. Ma arriva una legge ad hoc

Una moria di botteghe storiche praticamente inarrestabile. E ora la senatrice del Pd Daniela Valentini presenta una proposta di legge per equiparare le botteghe ai beni culturali. Dopo lo sfratto e...

Una moria di botteghe storiche praticamente inarrestabile. E ora la senatrice del Pd Daniela Valentini presenta una proposta di legge per equiparare le botteghe ai beni culturali. Dopo lo sfratto e il rischio chiusura del Caffè della Pace e della camiceria Bazzocchi, il destino è segnato anche per la libreria Arion di piazza Montecitorio. Una libreria che sta lì da 35 anni e che la proprietà ora vuole sfrattare dopo la richiesta di un canone eccessivamente esoso per chi la gestisce. Tra circa sei mesi si vocifera che al suo posto arriverà l'ennesimo negozio di chincaglieria cinese, di cui già oggi c'è un'invasione in centro, disposto a pagare quei 7500 euro al mese impossibili da sostenere per un artigiano. «Dobbiamo rendere più difficile il meccanismo di sfratto per le imprese storiche di Roma che rappresentano un patrimonio unico al mondo», dichiara la Valentini. Da qui la sua proposta di legge che «ha lo scopo di individuare nuove categorie di beni culturali destinate ad aggiungersi a quelle attualmente disciplinate dal Codice dei beni culturali e del paesaggio». E i beni immobili che possono rientrare in questa disciplina sono appunto le botteghe e i locali storici. Così facendo, sfrattare un esercizio che ha simili caratteristiche diventerebbe molto complicato. Nel testo anche l'istituzione di un Fondo nazionale per la tutela e la valorizzazione delle botteghe e dei locali storici, che sarà istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico. Una quota dei finanziamenti previsti nel Fondo saranno destinati ai comuni che ne faranno richiesta sia per sostenere le attività sia per progetti formativi finalizzati alla formazione degli apprendisti. Se la proposta di legge dovesse passare i tempi per la sua applicazione «dovranno essere brevi», assicura la senatrice che annuncia che sta lavorando insieme al suo staff anche ad un'altra proposta di legge, «per limitare l'eccesso di liberalizzazione in termini di orari e di giorni di apertura delle attività commerciali, sfruttata quasi esclusivamente dalla grande distribuzione organizzata che in questo modo fa una concorrenza spietata ai piccoli». Anche l'assessore al commercio del Comune Marta Leonori ha assicurato il massimo impegno per rendere più efficace la tutela delle botteghe storiche rivedendo l’attuale normativa in vigore. «Bisogna incentivare la proprietà a non espellere e a questo sto lavorando con i primi due casi che ho dovuto affrontare non appena sono diventata assessore al commercio, il Caffè della Pace e la Camiceria Bazzocchi». Poi l'intenzione di rifinanziare il contributo alle botteghe storiche «ma il prossimo anno - ha precisato la Leonori - perché abbiamo trovato una situazione finanziaria del Comune a dir poco disastrosa».

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