Roma Capitale

Il Pd trova l’accordo e si prende dieci commissioni su dodici

Sciolto il nodo urbanistica. La guida va a Antonio Stampete

Riunione fiume dei diciannove consiglieri capitolini del Pd, guidati da Francesco D’Ausilio e chiamati a chiudere definitivament e il delicato capitolo delle presidenze delle commissioni. A fare un passo indietro «per facilitare l’accordo interno alla maggioranza» il consigliere di Centro Democratico Massimo Caprari. Il nodo "urbanistica" in effetti, fino a sera, non era stato ancora sciolto, con un tam tam di voci, ipotesi e scenari che, se confermati, avrebbero potuto mettere in crisi la neonata maggioranza. Esclusa al momento - commissioni speciali a parte - anche una presidenza alla Lista civica Marino. Sulle dodici commissioni ordinarie dieci andranno al Pd, una sicuramente a Sel mentre su quella delle Elette, nonostante l’accordo chiuso con i vendoliani voglia Maria Gemma Azuni, saranno le «ladies» capitoline a scegliersi la loro presidente. Il quadro interno al Pd è dunque stato completato. Per la chiusura definitiva si aspettano gli incontri di oggi del capogruppo democrat Francesco D’Ausilio con gli esponenti capitolini di Sel e Lista civica. Ecco dunque i presidenti - non ancora ufficiali - scelti dai 19 eletti del Pd: alla guida dell’Urbanistica l’ha spuntata il lettiano Antonio Stampete. L’ormai ex contendente, il dalemiano Pierpaolo Pedetti guiderà dunque il Patrimonio. La renziana Valentina Grippo invece è stata destinata alla presidenza della commissione Turismo. Bis di peso invece per i franceschiniani: il Bilancio, con l’esperto Alfredo Ferrari, e la Cultura, con Michela Di Biase. Gli altri Pd a ottenere una commissione sono Dario Nanni ai Lavori Pubblici, Athos De Luca all’Ambiente, Valeria Baglio alla Scuola, Erica Battaglia alle Politiche sociali, Gianni Paris al Decentramento, e l’ex minisindaco del Centro Storico, Orlando Corsetti al Commercio. Fuori al momento gli esponenti della Civica Marino, che vantano comunque la vicepresidenza dell’Assemblea. Per loro sarebbero tuttavia in arrivo alcune commissioni speciali, come quello allo Sport e ai grandi eventi. Sel invece confermerebbe Annamaria Cesaretti alla guida della commissione Mobilità e Imma Battaglia alla commissione speciale Sviluppo Teconologico. Da definire la guida delle elette alla Azuni che dovrebbe però dimettersi da segretario d’Aula. Risolto il nodo nella maggioranza, si crea ora quello delle opposizioni alle quali andrebbe solo la commissione Controllo e Garanzia, e non due come prassi vorrebbe. A spiegarlo il capogruppo Pd, Francesco D’Ausilio: «La commissione Roma Capitale e Riforme istituzionali andrà al centrosinistra, perché abbiamo molto da dire su questo tema». La commissione sarà accorpata al Decentramento e affidata al Pd con Gianni Paris. Si complica così la posizione del Movimento Cinque Stelle, che si trova ora in netto svantaggio rispetto al Pdl per l’unica presidenza riservata all’opposizione: con un accordo tra i due gruppi che sembra sempre più improbabile, l’unica possibilità è rappresentata da una "ingerenza" del centrosinistra attraverso l’astensione durante il voto. Una decisione forte, e inaspettata, soprattutto perché la presidenza della commissione speciale alle Riforme era stata chiesta al Pdl, come confermato dalla capogruppo Belviso appena tre giorni fa. Un ruolo di peso che avrebbe dovuto ricoprire l’ex sindaco Alemanno. Lo scontro in Aula è dunque scontato.

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