Roma Capitale

Pesce a tavola mai più di 2 volte a settimana

La raccomandazione dell’agenzia di sicurezza alimentare francese Pietanze di mare (e di acqua dolce) contengono troppo mercurio e Pcb A rischio le categorie più deboli e cioè le donne in gravidanza e i bambini

Oltre al fosforo e i benefici Omega 3 (purtroppo!) c’è di più. Troppo pesce nella dieta è rischioso per la salute. Pietanze «di mare» (ma anche di fiume e lago) devono essere limitate a due volte alla settimana per evitare i rischi legati alla presenza di mercurio e Pcb (policlorobifenili) o altri inquinanti. Per i pesci grassi (come salmone, aringhe, trota) ledosi si riducono a una volta ogni 7 giorni, mentre per alcune specie d'acqua dolce, considerati "bioaccumulatori" (l'anguilla e la carpa ad esempio) il consiglio è limitarsi a 2 volte al mese. La raccomandazione è stata diffusa dall'agenzia di sicurezza alimentare francese (Anses) per bilanciare le necessità nutrizionali garantite del pesce e i pericoli legati alla contaminazione. L'Agenzia ha dato seri avvertimenti in particolare per le popolazioni più vulnerabili all'inquinamento, come le donne incinte e i bambini. Lo studio su cui si basano le raccomandazioni è partito oltre un anno fa, su richiesta delle autorità sanitarie d'Oltralpe e si è basata sulla verifica di diversi scenari. Si è tenuto conto degli effetti benefici legati alla presenza nel pesce di acidi grassi Omega 3 e dei livelli di contaminazione di diossina, mercurio organico Pcb, sostanze la cui azione tossica è particolarmente pericolosa nel periodo prenatale e nella prima infanzia. Gli esperti hanno considerato che i benefici ormai accertati degli Omega 3 contro i tumori e le malattie cardiovascolari vanno sicuramente sfruttati, ma nei limiti imposti dai rischi dell'inquinamento delle acque, sempre più allarmante. Una ricerca dello scorso gennaio aveva indicato, infatti, che la deforestazione nel mondo si è tradotta in uno sversamento nei laghi e fiumi di circa 260 tonnellate di mercurio prima trattenute nel suolo dagli alberi. Oggi la quantità di mercurio presente nei primi 100 metri di profondità dell'oceano è raddoppiata negli ultimi 100 anni. Il consiglio è comunque mangiare pesce, alternando però specie diverse. E facendo particolare attenzione ai quelle di acqua dolce «bioaccumulatori» (anguille, barbo, scardola, carpa, pesce gatto) da mangiare al massimo 2 volte al mese nella popolazione generale. Ma il limiti sono maggiori per le donne in età fertile, quelle incinte, in allattamento e i piccoli sotto i 3 anni che possono mangiarne una volta ogni due mesi. Attenzione, infine, al pesce crudo che può essere contaminato anche da microrganismi di origine umana o animale.

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