Un albergo al posto dell’antico Caffè della Pace. Potrebbe essere questo il futuro del palazzo storico a due passi da piazza Navona al cui piano terra si trova da più di un secolo uno dei più noti e alla moda bar del centro storico. Per ora, sulla sua trasformazione in albergo, ci sono soltanto voci non confermate ma il fatto certo è che i proprietari del locale hanno ricevuto lo sfratto dal proprietario delle mura, un istituto religioso tedesco, per fine locazione. Si starebbe tentando proprio in questi giorni una trattativa per trovare una soluzione che soddisfi entrambe le parti. Non sembrerebbe, tuttavia, una questione legata esclusivamente al costo dell’affitto mensile, che per ogni contratto in scadenza prevede un aumento del canone, quanto la decisione da parte dell’istituto religioso di fare altro di quel palazzo. Un altro locale storico di Roma è dunque a rischio estinzione dopo la moria di botteghe con più di cinquant’anni di età denunciata soltanto 48 ore fa dalla Cna Roma Città Storica che ha contato 14 botteghe che hanno chiuso solo nell’ultimo anno. Stessa sorte potrebbe toccare al Caffè della Pace, storico caffè e luogo di ritrovo di artisti e viaggiatori dove il rito del people watching seduti ai tavolini all’aperto è diventato un must. E dove, soprattutto, si ritrovano quasi ogni giorno da anni artisti, attori, politici, vip, gente della cosiddetta «Roma bene». Paolo Villaggo, ad esempio, è sempre stato un frequente visitatore del locale, così come Mario Monicelli. Il locale è curato nei minimi particolari, in perfetto stile liberty, molto elegante e originale. Non è un caso se i proprietari sarebbero disposti a fare di tutto per non muoversi da lì e in questi anni hanno già dimostrato di voler salvaguardare ad ogni costo l’attività, a cominciare proprio dalla battaglia intrapresa, e ancora in corso, per continuare a permettere a turisti e romani di sedersi ai loro tavoli all’aperto. Il I Municipio, sotto la presidenza di Orlando Corsetti che ha lasciato ora il posto a Sabina Alfonsi, aveva infatti ad un certo punto messo in discussione parte dell’occupazione di suolo pubblico del locale per la presenza di due cartelli per i portatori di handicap (successivi al titolo per occupare). Si sosteneva che posteggi auto e tavolini non potevano convivere e che pertanto, questi ultimi, dovevano essere tolti. Il fatto finì su tutti i giornali e avanzarono proteste perfino alcune associazioni dei residenti non proprio favorevoli ai tavolini all’aperto. Poco dopo la Commissione tecnica chiamata a decidere fece un passo indietro. I guai però non finirono. In discussione, nel frattempo, erano stati messi perfino i faretti d’epoca del locale che contribuivano a illuminare gran parte di via della Pace, senza i quali sarebbe sprofondata nel buio, ma che erano considerati non a norma. Tra ricorsi e controricorsi sia i tavolini che i faretti continuano a stare lì. Adesso l’ennesima battaglia sullo sfratto che, si presume, non avrà tempi brevi. E intanto un locale inserito in tutte le guide turistiche di Roma, meta della Roma bene e non solo, di chi ama la vita notturna ma anche di chi preferisce svegliarsi presto la mattina e gustarsi cornetto e capuccino quando il centro ancora dorme, rischia di chiudere i battenti e lasciare il posto a tutt’altra attività.
Il Caffè della Pace riceve lo sfratto Arriva un albergo
Un altro locale storico che chiude Sono quattordici da inizio anno
