«Non si muore al pronto soccorso del San Camillo così come nel resto dell’ospedale». Comincia così il dg Aldo Morrone, che replica alle accuse di Anaao-Assomed. «Su oltre 100 mila persone che si rivolgono al Ps meno del 18% vengono ricoverate e questo dimostra che l’82% poteva trovare soluzione con la medicina territoriale. Abbiamo cambiato sia la dirigenza del Ps, che della Chirurgia d’urgenza, sostituito per migliorare ulteriormente l’azienda. Ho trovato un disavanzo di -191 milioni nel 2011, a fine 2012 lo abbiamo portato a -135 senza ridurre i servizi anzi: pur nel piano di rientro sanitario regionale, abbiamo ottenuto la deroga per 67 assunzioni di cui 5 medici e 5 infermieri in ps. I decessi sono diminuiti: passati da 1.587 nel 2007 a 1.328 nel 2012, e sul fatto dei 57 decessi in codice verde si tratta di pazienti affetti da tumore in fase terminale, con metastasi, spesso ben noti ai nostri medici e che noi non rifiutiamo mai. La nostra direzione generale ha rifiutato a gennaio di ridurre il bilancio del 15% come previsto dalla spending review in assenza di un piano di programmazione regionale. Ma non vorrei essere posto sempre tra violare la legge e garantire l’art. 32 della Costituzione».
Il dg Morrone: «Hanno contato i malati terminali di tumore»
«Non si muore al pronto soccorso del San Camillo così come nel resto dell’ospedale». Comincia così il dg Aldo Morrone, che replica alle accuse di Anaao-Assomed. «Su oltre 100 mila persone che si...
