Era sana la bambina nata morta al Policlinico Gemelli di Roma: questo sembrerebbe il risultato dell'autopsia svolta oggi sul suo corpicino. La piccola, dunque, non aveva patologie prenatali: la causa del decesso è probabilmente l'invecchiamento della placenta, che non è "programmata" per durare molto più a lungo dei nove mesi di gravidanza, e che ha quindi smesso di ossigenare il feto. Un caso raro ma non impossibile, soprattutto con un ritardo così elevato del parto. Carmela Cassese, la donna incinta, aveva superato di due settimane il termine previsto della gravidanza. "Queste fatalità avvengono nel 2 per mille delle gravidanze e sono molto difficili da prevedere, soprattutto in un caso come questo in cui sia la madre sia la figlia avevano parametri ottimali" ha commentato Antonio Lanzone, direttore dell'Istituto di clinica ostetrica e ginecologica del Gemelli. "Avevamo programmato un intervento attivo della signora per indurre il parto, ma poi c'è stato un problema di posti letto: alcuni casi in reparto hanno fatto sì che due stanze doppie venissero derubricate a singole e i due letti disponibili non c'erano più - ha spiegato Lanzone - L'intervento era slittato a solo alcune ore dopo". Giustificazioni respinte dal segretario regionale del Tribunale dei Diritti del Malato del Lazio, Giuseppe Scaramuzza. "A quanto pare il grave errore commesso dal Gemelli è quello di aver fatto slittare un ricovero di una gestante per mancanza di posto letto. È un fatto gravissimo, perchè la signora poteva essere ricoverata altrove. C'è bisogno di maggiore integrazione tra le varie strutture e il Gemelli: non possiamo concepire il sistema sanitario regionale come tante isole, c'è bisogno di maggiore scambio in situazioni del genere". Per i risultati ufficiali dell'autopsia bisogna aspettare lunedì, mentre martedì il corpo della bimba sarà restituito alla famiglia. Oltre all'inchiesta della magistratura, sul caso è stata avviata un'indagine interna dello stesso Policlinico Gemelli i cui risultati saranno forniti nei prossimi giorni alle istituzioni competenti. La Regione Lazio, infatti, aveva chiesto al nosocomio romano una relazione, sollecitata dal presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari, Leoluca Orlando.
Gemelli, la bimba nata morta era sana
Argomenti