Qualchegiorno fa il blitz di carabinieri della Compagnia di Monte Sacro e polizia del Commissariato Viminale. Presi uno dei boss albanesi di 24 anni e il suo complice di 26, con base di appoggio a Casal del Marmo, nella periferia nord della capitale. La storia risale al 10 aprile. Stando alle indagini coordinate dal sostituto procuratore Silvia Sereni, la vittima, residente nella zona di Fidene, si era lamentata della presenza di altre prostitute nel tratto della Salaria occupato dalle sue sfruttate. Non voleva concorrenti. In fretta la voce arriva all'altro. Nonostante i suoi 24 anni, l'albanese di Casal del Marmo è considerato un criminale dalla personalità forte, determinato. Insomma, una figura di calibro nel sottosuolo della mala di Tirana, con tanto di autista che la mattina va a prenderlo e ogni volta con una vettura diversa. La reazione è immediata. La dinamica accertata dagli investigatori è fulminea. Il 10 aprile, intorno alle 22, la vittima è nella zona di Prati Fiscali. Il boss di 24 anni arriva su un'auto insieme col complice di 26. Quando apre lo sportello e scende non discute. Alza il braccio, pistola in pugno e spara con una 7,65. Il proiettile colpisce la gamba destra del rivale che riesce a fuggire nel vicino McDonald's. Sul posto arrivano i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Monte Sacro del maggiore Luciano Soligo. Trovano il bossolo, interrogano l'albanese ma lui non parla, fermato quindi per favoreggiamento e poi per sfruttamento di due giovani romene. Per un'altra indagine, sul boss lavorano anche i poliziotti di Carmine Belfiore del Commissariato Viminale. L'aggressione salta fuori e scattano i ferni per tentato omicidio. Fab. Dic.
Preso il boss albanese della prostituzione
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