Roma Capitale

Sanità

Atagliare il nastro inaugurale è stato il sindaco Alemanno che ha assistito alla benedizione dei locali e ha incontrato alcuni dei giovani allievi dell'Ordine ospedaliero dei Fatebenefratelli. «In questo luogo - ha detto Alemanno - si lavora con abilità ma soprattutto con cuore e cervello». Il sindaco ha ringraziato chi lavora nel nosocomio dando un esempio di come «si rispetta la persona umana a volte trattata come un oggetto. Qui la si accompagna anche nel percorso difficile della sofferenza». Nei nuovi locali del Lungotevere dei Cenci 5 saranno ospitati, tra gli altri, gli ambulatori di endocrinologia, neurologia, otorinolaringoiatria, ostetricia, dermatologia e una grande sala prelievi. Inoltre, verrà dato un grande ampliamento alla sezione delle biotecnologie con tutte le attività che riguardano la citogenetica e la biologia molecolare. Sempre ieri la governatrice Renata Polverini ha visitato la struttura complessa di ostetricia e ginecologia dell'ospedale, in occasione della doppia ricorrenza dell'8 marzo e della festa del fondatore dell'ordine degli Ospedalieri San Giovanni di Dio. Con la presidente, il padre generale, fra Donatus Forkan, e il direttore generale Carlo Maria Cellucci. La presidente ha voluto salutare la piccola Ginevra, nata, con parto naturale, pochi giorni fa da una giovane coppia con la quale ha scherzato e ha fatto i migliori auguri. Rapporto Osservasalute Lazio unica Regione a ridurre la spesa Il Lazio è l'unica Regione che ha ridotto la spesa sanitaria pubblica procapite, calata in un anno dello 0,35%. È quanto rileva il rapporto Osservasalute, presentato all'università Cattolica di Roma. Secondo il rapporto, la riduzione della spesa è la dimostrazione della razionalizzazione in corso nella regione, sottoposta a piano di rientro e caratterizzata dal disavanzo procapite più alto del Paese (244 euro nel 2009). Quanto agli indicatori di salute della popolazione, il dossier rileva che nel Lazio risiede la più alta percentuale di non fumatori (48,5%). La salute materno-infantile presenta le maggiori ombre. La percentuale dei parti con taglio cesareo è pari al 45,3% contro una media nazionale del 39,1%. Sono superiori alla media anche i casi di interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg), 10,9 per 1000 donne, contro 9 casi su 1000 di media nazionale e il tasso di mortalità neonatale: 2,6 per ogni mille nati vivi, contro una media di 2,4. Anche la mortalità infantile registra percentuali più elevate delle media: 3,7 casi per mille nati vivi contro 3,4.

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