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Labattaglia di pazienti, dipendenti, cittadini del Centro Paraplegici si sposta su Facebook. Dopo la raffica di email arrivate sul tavolo della Presidente Polverini nasce un gruppo in rete, che conta ad oggi oltre 1.170 membri, per scongiurare la soppressione dei posti letto per pazienti acuti e di Unità Spinale presso il Centro, così come previsto dal nuovo Piano di riordino della rete ospedaliera. Un contenitore degli sfoghi che stenta a convincersi del positivo destino dell'Ospedale anche dopo la visita, qualche giorno fa, del senatore Domenico Gramazio. Si teme comunque che il Cpo venga trasformato in qualcosa di completamente diverso. «È un'idiozia chiudere una delle poche unità spinali di qualità presenti sul territorio», scrive Ambra, terapista. «Invece di risparmiare sulla sanità, tagliate gli stipendi d'oro e i privilegi», tuona Silvia. Tanti gli elogi al personale «eccellente ed umanamente insostituibile» e le testimonianze di pazienti e familiari. «Sono tornato a vivere grazie a questo ospedale e a chi ci lavora», racconta Daniel. «Se serve, sono pronto a fare pure lo sciopero della fame e della sete». «Combattiamo contro i mulini a vento», si lamenta Silvio. E mentre il consigliere Pd del XIII Municipio Paolo Orneli si appella ad una «mobilitazione bipartisan», il leader de La Destra, Francesco Storace assicura: «Il Cpo non si tocca. L'Agenzia di Sanità ha rassicurato degenti e operatori, dunque si può stare tranquilli».

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