Roma Capitale

Nuovo blitz a via Gradoli

Torna la task force in via Gradoli, sulla Cassia. Nella strada ormai nota per il caso Marrazzo e per le ex cantine affittate come monolocali, ieri mattina finanzieri del Comando di Roma, poliziotti del Commissariato Flaminio nuovo, vigili urbani del XX Gruppo, funzionari dell'Ufficio tecnico del XX Municipio e della Asl Rm/E hanno effettuato un sopralluogo per mappare lo scandalo: loculi dai 9 ai 14 metri quadrati, con soffitti di 2.40 metri anziché 2.70, finestre piccoli, servizi igienici di fortuna, bombole del gas per cucinare e riscaldarsi. Nella lista dei civici da controllare ci sono i numeri 35, 65, 69, 71, 75, 90 e il famigerato 96, dove si trova l'appartamento del trans dove il 3 luglio l'ex governatore è stato filmato in mutande. Al 96 la task force era già stata il 4 del mese. Ieri ha concluso la conta. Le ex cantine sono 24. Il censimento è proseguito poi al 65 e al 69: ventisette i cubicoli registrati. Gli inquilini sono immigrati: soprattutto bengalesi, cingalesi, romeni e sudamericani. Pochi di loro erano presenti. L'importo degli affitti vanno dai 400 ai 500 euro al mese. La maggior parte dei contratti non sono registrati. Spiegano gli operatori: «I proprietari fanno passare i residenti come amici che soggiornano, quando in realtà sono persone che pagano l'affitto». Ecco uno dei motivi per cui anche la Finanza è presente con carta e penna. Per i proprietari sono in vista vere e proprie stangate: chi per non aver registrato il contratto, chi per aver dichiarato il falso. Ma la vera questione è un'altra: questi locali come hanno ottenuto il condono? come hanno fatto? esibendo quali documenti? Alcuni sono in attesa. Altri avrebbero sfruttato il sistema dell'autocertificazione: si dichiara la regolarità delle strutture, si presenta la piantina, si aspetta e intanto si affitta. «I controlli - aggiungono gli operatori - vengono fatti a campione, altrimenti ci vorrebbe un esercito di dipendenti operverificare tutte le richieste di condono che pervengono». Gli altri residenti sono anni che hanno costituito comitati, associazioni e hanno inviato esposti a tutti gli uffici. L'ordinanza di sgombero deve essere firmata dal Comune. Finora, dopo tutte le carte, il Dipartimento del Campidoglio ha dato il via solo a uno sgombero, risalte al 2007 e riguarda i civici 65 e 69. I propriati delle ex cantine hanno fatto ricorso, i giudici li hanno accolti e si è arrivati sino a oggi a colpi di rinvii. «Andrò avanti, non mi fermerò - tuona il presidente del XX Municipio Gianni Giacomini - Questo scandalo deve finire». Ieri Giacomini ha incontrato il presidente della commissione Sicurezza del Comune, Fabrizio Santori, con il comandante del XX Gruppo della Municipale, Rosa Mileto. «Abbiamo fatto il punto della situazione - spiega Giacomini - stabilendo un tabellino di marcia». «L'amministrazione - dice Santori - sta procedendo ad avviare il procedimento per inabitabilità dei locali occupati a scopo abitativo, che rappresentano una fonte di degrado urbano e sociale. È necessario, tuttavia, un intervento più articolato che deve essere dettato dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza. Dall'analisi condotta sul territorio - prosegue - sono risultati circa 250 i monolocali utilizzati a questo scopo, un dato fortemente fluttuante sia per quantità di unità immobiliari che di occupanti».

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