Si sa che un libro è perfettamente identico a se stesso sia in una libreria che in un'altra. Ma un testo originale abbinato ad un bicchiere di vino o ad un piatto particolare, può diventare un pacchetto davvero invitante. A fronte di una stabilità del mercato di vendita del libro su scala nazionale, Roma sembra aver imboccato un trend positivo alzando di quasi quattro punti in percentuale il suo peso nel settore. Non a caso negli ultimi anni nella Capitale, si è assistito alla nascita di nuovi negozi di libri o all'ammodernamento di quelli già esistenti. Naturalmente anche in questo settore, le grandi catene la fanno da padrone a scapito delle piccole librerie che non possono reggere la concorrenza. Molti librai nel centro della città, hanno dovuto fare i conti con questa nuova realtà, non sapendo, o riuscendo, a trasformare o diversificare la loro offerta. Inevitabile è stata la loro chiusura. Alcuni, invece, hanno saputo collocarsi in questo mercato, andando a coprire quei buchi che, inevitabilmente, anche una grande catena di negozi lascia aperti. Nasce così, al Portico d'Ottavia, in via Beatrice Cenci n.10, la libreria caffè «N'importe quoi», con un catalogo curato, che privilegia la letteratura straniera in lingua italiana e originale. Rispecchiando l'internazionalità data dal nome e dalla composizione dei soci fondatori (due ragazze francesi, un cingalese e un italiano). La stessa ricercatezza è riscontrabile anche nell'arredo e nei prodotti presenti nella caffetteria con gusti e odori provenienti da più parti del mondo. Lo spazio con i tavoli e divani rende possibile fare della libreria, non più un negozio di passaggio dove si compra il libro ma un luogo dove ci si può anche fermare a leggere, consultare testi, facendosi consigliare nella loro scelta e nello stesso tempo bere un tè. Anche la zona, individuata a Portico d'Ottavia, è frutto di un'attenta analisi: il Ghetto negli ultimi anni è diventato uno dei posti più frequentati di Roma e i visitatori fanno parte di categorie eterogenee: giovani e meno giovani che vogliono passare una serata tranquilla, stranieri sempre più numerosi senza l´incubo della cena con il menù turistico. Infatti, nei numerosi ristoranti della zona, possiamo incontrare romani e stranieri seduti gli uni accanto agli altri. Dunque insieme agli studenti, ci sono professionisti dei più svariati settori in un clima di forte fermento vitale e culturale. Di conseguenza la domanda nei campi della cultura e del divertimento, è notevolmente cresciuta. Il concetto stesso di libreria avvicinato a quello di un caffè, permette inoltre l'organizzazione di eventi, come la presentazione di libri, incontri con artisti e cantautori e tutto ciò che è volto all'apertura e la scoperta di altre culture che prosegue con una scelta di specialità gastronomiche tipiche di paesi stranieri. Libri, cibo e vini si trasformano da semplice merce e diventano così ponti tra diverse culture e lingue.
Vino e caffè al bar libreria

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