Questaè un'area che fa terrore ed è difficile da controllare perché sovraffollata di manifestazioni». Questo è l'allarme lanciato dalla presidente di DiGay Project e responsabile del Gay Village, Imma Battaglia, che nel corso di una conferenza ha richiesto «l'installazione di telecamere e più pattuglie della polizia nella zona. Ci siamo sentiti abbandonati - ha detto Battaglia pochi giorni dopo l'aggressione ai danni di due ragazzi omosessuali proprio nei pressi del Gay Village - con il nostro apparato di sicurezza che conta di più di 60 addetti, cerchiamo di colmare le lacune della legge e delle istituzioni, ma non possiamo fare tutto. In otto anni il Gay village non ha mai avuto un problema ma quest'anno la zona è difficilmente controllabile perchè sovraffollata di manifestazioni». Battaglia ha riferito di aver chiesto all'amministrazione comunale che «la zona del Gay Village sia completamente cablata con le telecamere». La presidente di DiGay Project ha colto l'occasione anche per ricordare che «le vittime dell'aggressione sono state tre. Insieme ai due ragazzi colpiti c'è n'è un terzo, V., che è stato testimone della violenza e che da quel giorno ha paura, non dorme più e non vuole tornare a casa. Con le leggi italiane si risarcirà questo ragazzo?». Battaglia ha poi concluso tornando a parlare dell'atteggiamento del Comune in tutta la vicenda: «Le istituzioni - ha commentato - ci sono state vicino. C'è un problema nella città allora facciamo un osservatorio. La posizione di Alemanno è stata applaudita da tutti. Questa situazione dipende dalla politica e noi abbiamo bisogno di una politica responsabile. Sono rimasta colpita favorevolmente dalle parole del sindaco e del suo Gabinetto che si sono dichiarati responsabili dell'accaduto».
«All'Eur troppa illegalità Servono più telecamere»
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