Anche la massima autorità del vecchio continente se ne accorge dei danni causati dalle scellerate politiche grilline. A denunciare l’inadeguatezza dei pilastri pentastellati, stavolta, non è la maggioranza di centrodestra, ma quell’esecutivo sovranazionale che, fino a ieri, ha esaltato quanto realizzato da Giuseppe Conte e compagni vari. A far riflettere, in tal senso, è l’ultima nota inviata da Valdis Dombrovkis. Il Commissario Ue agli Affari Economici, senza giri di parole, critica quella misura di incentivazione edilizia introdotta il 19 maggio 2020 dall’attuale presidente del Movimento 5 Stelle.
«Il Superbonus - evidenzia nel documento - pesa sull’aumento del rapporto debito/Pil dell’Italia». Quest’ultimo è destinato a raggiungere il 139,2% entro la fine del 2027, rispetto al 137,1% del 2025. «L’aumento - chiarisce - è dovuto a un differenziale dei tassi di interesse di crescita che incrementa il debito e a ingenti aggiustamenti dei flussi di stock-flusso legati ai crediti d’imposta per la ristrutturazione edilizia che hanno inciso sul deficit negli anni precedenti, mentre l’impatto di riduzione del debito derivante dai surplus primari rimane limitato».
Il peso delle ristrutturazioni edilizie, dunque, si sente anche per quanto riguarda il deficit. Nel 2025, il disavanzo pubblico è sceso al 3,1% rispetto al 3,4% del 2024. L'aumento degli effetti dei famosi incentivi per migliorare casa, a quanto riferisce Bruxelles, sarebbe dovuto principalmente all’elevata presentazione delle domande relative all’accesso dei crediti consentiti per le spese del 2024 nei primi mesi del 2025. Il termine per la presentazione delle certificazioni era fissato al 17 marzo 2025.
