Romano Prodi e la "nostalgia" di Palazzo Chigi: altre bacchettate a Schlein & Co
È sempre lì, come un semaforo (copyright un po' suo, un po' di Corrado Guzzanti). Romano Prodi non cede il passo e continua a lanciare messaggi al campo del centrosinistra. Non celando la nostalgia di quando era a capo del governo. L’opposizione, spiega il Professore intervistato a Bologna alla festa per i 150 anni del Corriere della Sera, "non è pronta a offrire un’alternativa di governo. Prima di tutto perché non si sa con quale legge elettorale si va". Insomma Elly Schlein e Giuseppe Conte sono avvertiti. Prodi spera che torni un sistema completamente uninominale, mentre allo stato attuale "i dirigenti dei partiti parlano solo tra di loro e non c’è grande dialogo con il Paese per stabilire insieme il programma".
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La stoccata ai leader del Pd da parte del fondatore dell'Ulivo è evidente: "Io ho fatto un anno in giro per l’Italia con un pullman scassato. Questo bisogna fare, altrimenti ci si ripiega sempre su se stessi". Gli viene chiesto: chi può essere oggi il Fausto Bertinotti che fa saltare il campo largo? "Se non c’è un accordo serio e preventivo, tutti", osserva prima di dare le sue indicazioni: "Io non sono d’accordo con le primarie prima del programma. Come fai a farla se non sai cosa vuoi fare sull’Ucraina, su Hormuz o sull’età della pensione? Le primarie si fanno su un programma comune e su chi lo può realizzare meglio, questo è serio. Altrimenti si possono anche fare le primarie tra Elly Schelin e Giorgia Meloni, se un programma non ce l’hai".
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Intervistato da Marco Ascione l'ex premier afferma: "Mi chiede se al centrosinistra serve un altro Prodi? No, ce ne vuole uno migliore! Il passato non si ripete, ma la battaglia politica è bella…". E tocca anche il tema del trappolone dei 101 che gli sbarrarono la strada per il Quirinale: "Quando mi hanno segato alla Presidenza della Repubblica a me non piaceva fare il Presidente della Repubblica, ma il presidente del Consiglio. E confesso che quando passo da piazza Colonna ho ancora una certa nostalgia…".
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