La questione migranti non sembra avere soluzioni, gli sbarchi aumentano e i sindaci, chiamati ad accogliere chi arriva sui territori, chiedono aiuto al governo.
Nel frattempo a Lampedusa continuano ad arrivare persone e l’hotspot dell’isola è, di nuovo, in sofferenza. Il Tempo ha intervistato la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro per capire quali saranno le prossime mosse della maggioranza.
Sottosegretaria ieri Salvini ha annunciato come, già a settembre, sia necessario un nuovo decreto sicurezza. Ci può anticipare quali potrebbero essere le novità?
«Gli uffici dei ministeri sono al lavoro per avere norme più severe e funzionali su una serie di temi, a partire dal rimpatrio dei migranti irregolari che si sono resi responsabili di atti violenti e pericolosi, su cui siamo curiosi di sapere cosa farà il Pd. Ma con il ministro Piantedosi si sta lavorando anche sulle questioni legate alle aggressioni ai danni delle forze dell’ordine e alle baby gang. Sicuramente prevederemo alcune misure che riguardano i minori stranieri non accompagnati e il potenziamento delle commissioni per l’accertamento del diritto ad ottenere lo status di protezione internazionale».
Se verranno potenziati i rimpatri come sarà possibile farlo in mancanza di accordi con i singoli Paesi di origine?
«Intanto potenziamo i rimpatri con i Paesi con cui già ci sono accordi. Con gli altri li faremo, c’è un grande lavoro messo in campo dai ministeri dell’Interno e degli Esteri con la regia della presidenza del Consiglio. Siamo fiduciosi che non tarderanno ad arrivare gli accordi e che presto i numeri dei rimpatri saliranno. Abbiamo già un incremento del 30 per cento rispetto allo scorso anno. Con il decreto Cutro abbiamo fatto una scommessa sulla capacità di realizzare procedure celeri mirate a velocizzare ed accorciare i tempi soprattutto per i migranti provenienti dai cosiddetti Paesi Sicuri».
Negli ultimi giorni ci sono stati diversi casi di navi delle Ong sanzionate (penso alla Open Arms bloccata a Carrara, la Sea Watch a Lampedusa e la Sea Eye 4). Schlein ha parlato di reato di solidarietà, cosa ritiene di risponderle?
«Purtroppo il Pd non rinuncia a fare propaganda su un tema che riguarda la vita di migliaia di persone. Da gennaio a luglio oltre 61mila migranti sono stati salvati con operazioni di soccorso condotte dalle nostre unità di Guardia Costiera e Guardia di Finanza. Il governo italiano fa applicare le leggi che contrastano l’immigrazione illegale e le attività che, in un modo o nell’altro, finiscono per agevolare i trafficanti di esseri umani. Ad essere disumani sono i trafficanti che si arricchiscono mettendo a rischio la vita dei migranti. E poi va assicurata la dignità dell’accoglienza e le condizioni di sicurezza per i territori, per gli operatori e per gli stessi migranti. Non capisco come si possa definire solidarietà pretendere di continuare a sbarcare migranti a Lampedusa, con l’hotspot che al momento ospita 4mila persone ed ha una situazione di grave sovraffollamento».
I sindaci hanno polemizzato per la mancanza di fondi e di centri attrezzati per accogliere l’alto numero di migranti. Pensate di fare qualcosa per andare loro incontro?
«Abbiamo grande rispetto e attenzione per le difficoltà che gli amministratori locali stanno affrontando nella gestione dei migranti e in particolare dei minori non accompagnati. Ogni azione di sostegno sarà messa in campo dal Viminale. Certo, se le regioni governate dalla sinistra avessero aderito allo stato di emergenza avrebbero strumenti in deroga che consentirebbero di elevare le cifre pro capite se il problema è quello delle risorse. Lo Stato non si è mai tirato indietro rispetto ai propri compiti, ma in una situazione di emergenza, che finora la sinistra negava, serve collaborazione da parte di tutti i territori. Ognuno deve fare la propria parte. Anche il Pd deve avere una linea chiara: Schlein vorrebbe fare entrare chiunque, ma poi i suoi sindaci fanno in conti con i problemi sul territorio. Il governo sta lavorando anche a monte, facendo tutto il possibile per contenere le partenze dal nord Africa collaborando con i paesi di transito: siamo riusciti a bloccare 60mila partenze».
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Meeting di Rimini ha sottolineato l’esigenza di “ingressi regolari e sostenibili”, lei pensa che sia possibile in futuro arrivare a un tipo di immigrazione totalmente regolare?
«E’ questo il nostro obiettivo. Non so se sarà possibile fermare completamente l’immigrazione irregolare, ma stiamo lavorando perché in Italia si possa entrare regolarmente e costruirsi una vita dignitosa attraverso il lavoro. Stiamo aumentando i flussi e sostenendo l’attività di formazione della manodopera attraverso la cooperazione internazionale. Gli stranieri che arrivano in Italia, e che possono dare un grande contributo al nostro tessuto produttivo, i stranieri devono avere un lavoro sicuro, tutelato e ben pagato, non devono essere considerati manovalanza da sfruttare o schiavi da lasciare nelle mani del caporalato. Purtroppo annidi politiche di immigrazione indiscriminata della sinistra hanno mandato in tilt il sistema. Per quanto si vogliano strumentalizzare le sue parole, la linea indicata dal presidente Mattarella è la stessa che sta perseguendo il governo, ovvero consentire un numero ampio di ingressi regolari sostenibili. Così possiamo stroncare il traffico di essere umani, ma anche assicurare l’inserimento lavorativo degli stranieri, evitando di ammassarli nei centri di raccolta e di lasciarli vagare come fantasmi senza casa e senza speranza, con gravi rischi per la sicurezza delle comunità. È necessario rendersi conto che soltanto ingressi regolari sostenibili, ma in numero adeguatamente ampio, sono lo strumento per stroncare il crudele traffico di esseri umani: la prospettiva e la speranza di venire, senza costi e sofferenze disumane, indurrebbe ad attendere turni di autorizzazione legale. Inoltre, ha detto Mattarella, ne verrebbe assicurato inserimento lavorativo ordinato, rimuovendo la presenza nascosta, incontrollabile, di chi vaga senza casa, senza lavoro e senza speranza; o di chi vive ammassato in centri di raccolta, sovente mal tollerati dalle comunità locali».
Da parte delle istituzioni (penso al Capo dello Stato ma anche al vicepremier Tajani) ci sono stati vari appelli all’Unione europea affinché si faccia carico, insieme all’Italia, della questione migranti. Lei pensa che si riuscirà mai a far diventare la questione sbarchi una questione comunitaria e non solo nazionale?
«Il presidente Mattarella ha anche auspicato l’impegno dell'Unione Europea, affinché venga dato sostegno ai Paesi di origine dei flussi migratori. E’ la linea che fin dal suo insediamento sta percorrendo la presidente Meloni, che è riuscita a fare finalmente della questione immigrazione un tema europeo e non più un onere dell’Italia. Basti pensare al lavoro condotto con la presidente von der Leyen per la stabilizzazione alla Tunisia, ma anche all’impegno decisivo sul nuovo patto per i migranti. Risultati che sembravano impossibili fino a poco tempo fa, ma che la presidente Meloni sta ottenendo grazie alla sua capacità, alla sua determinazione e alla sua credibilità sul piano internazionale».
