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Manovra di bilancio, la Camera dei deputati concede la fiducia al governo

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Il governo incassa la fiducia sulla legge di bilancio alla Camera. Dopo dieci giorni di lavori, scontri e polemiche in commissione Bilancio, di andirivieni del testo tra Montecitorio e il Mef per gli aggiustamenti tecnici dovuti a errori nelle coperture, il provvedimento ottiene il via libera con 221 voti favorevoli e 152 contrari. Per l’approvazione definitiva bisognerà però attendere l’alba di domani: la seduta fiume si concluderà solo dopo la riunione del Consiglio dei ministri per l’ok alla nota di aggiornamento al Def, le votazioni sugli ordini del giorno in aula, quindi le dichiarazioni che precedono il voto finale. A quel punto il disegno di legge sarà pronto per passare al Senato, dove martedì inizierà la discussione. La manovra licenziata dalla Camera ammonta a circa 35 miliardi di euro, di cui 21 miliardi destinati a combattere la crisi energetica: tagliare gli oneri impropri delle bollette, garantire il bonus sociale con Isee fino a 15mila euro) e per aiutare le imprese. Contestualmente, la tassa sugli extraprofitti delle aziende energetiche sarà applicata con un’aliquota al 50% sul reddito 2022 che eccede per almeno il 10% la media del 2018-21. Tra le altre misure, sono molte quelle su cui si è accesso lo scontro tra le forze politiche. Saltata la norma che prevedeva la possibilità per i commercianti di rifiutare i pagamenti digitali sotto la soglia di 60 euro senza incorrere in sanzioni, viene invece confermata la stretta sul Reddito di cittadinanza: nel 2023, a chi è considerato ’occupabilè il reddito di cittadinanza verrà corrisposto per sette mensilità (non otto, come previsto in una prima versione della manovra) e verrà revocato alla prima offerta di lavoro, anche se non ’congruà (cioè non corrispondente alle esperienze e competenze maturate dal percettore). Vengono prorogati al 31 dicembre 2022 il termine per presentare la Cilas per usufruire del Superbonus nella misura piena del 110%, e fino al 31 marzo 2023 il regime di smart working per i lavoratori fragili, sia nel settore pubblico che in quello privato. Per quanto riguarda le pensioni, salgono a 600 euro quelle minime ma soltanto per gli over 75, mentre l’indicizzazione degli assegni viene fissata all’85% per quelle che superano di 4-5 volte il minimo. Con Opzione Donna le lavoratrici potranno andare in pensione anticipatamente a 60 anni soltanto nel caso in cui si tratti di caregiver, invalide almeno al 74% oppure licenziate o dipendenti di aziende con tavolo di crisi aperto. Torna in vigore la norma che prevedeva la possibilità di rinegoziare il mutuo passando dal tasso variabile al tasso fisso, ma solo fino a un importo di 200 mila euro, con Isee non superiore a 35mila euro. Cambia anche l’App18, il bonus di 500 euro destinato ai maggiorenni per gli acquisti culturali: dopo giorni di polemiche - rispetto a un emendamento della maggioranza che ne prevedeva la cancellazione - viene rimodulato e sostituito da due nuovi strumenti: la Carta della Cultura Giovani, assegnata se si appartiene a un nucleo con Isee fino a 35mila euro, e la Carta del Merito a chi si è diplomato con 100. Valgono 500 euro ciascuna e sono cumulabili. Al centro dello scontro politico anche la rateizzazione concessa alle federazioni sportive e alle società professionistiche, per pagare in 60 rate con la maggiorazione del 3% i versamenti sospesi per il Covid, e le norme sulla caccia agli animali selvatici nelle aeree urbane - in particolare i cinghiali - che potranno anche mangiati dopo le analisi igienico-sanitarie. Compatte le opposizioni sul ’nò alla fiducia. «Questa manovra è profondamente ingiusta» e «fa cassa sui più poveri e i più fragili» attacca in aula la capogruppo del Pd alla Camera, Debora Serracchiani, sottolineando che «con tutta evidenza strizzare l’occhio agli evasori vi viene naturale» ed «è chiaro che la lotta all’evasione non è una priorità». Il leader del M5S Giuseppe Conte ricorda che «gli applausi vi sono arrivati dai falchi europei dell’austerità che per anni ci hanno costretto a manovre lacrime e sangue. Non dovete dire ’siamo prontì, ma ’siamo pronì: andate in Europa con il cappello in mano senza mai far pesare la voce dell’Italia a Bruxelles», accusa, parlando di «imbarazzante improvvisazione di questa maggioranza» e di una « manovra di bilancio che è un caotico inventario di misure inadeguate, retromarce continue, errori macroscopici: un gioco dell’oca sulla pelle di famiglie e imprese in difficoltà». Luigi Marattin di Azione-Italia viva evidenzia che il governo ha presentato in extremis altri due emendamenti - che stanziano risorse per l’acqusto di Villa Verdi e per il contrasto alla peste suina - da approvare dopo la fiducia con il voto sulle tabelle della manovra. «Io non so fino a che punto vogliono arrivare», commenta, additando «un livello di approssimazione, superficialità e incapacità che non si era mai visto nella storia della Repubblica». Altrettanto compatta è però la coalizione di governo nel difendere il provvedimento. «Manteniamo le promesse che abbiamo fatto nella campagna elettorale, afferma il capogruppo di Forza Italia Alessandro Cattaneo, secondo il quale »il centrodestra ha dimostrato solidità, credibilità e coerenza, superando la prova della manovra«. Ylenja Lucaselli di Fdi rivendica invece l’orgoglio per una legge di bilancio »che guarda alla crescita e che deve portare più Italia nel resto del mondo, dopo che i precedenti governi avevano «lasciato il Paese sull’orlo del baratro». Adesso non resta che attendere la nottata di votazioni, in cui non si escludono altre sorprese e polemiche. L’ultima in ordine di tempo chiama in causa i tecnici del Mef e della Ragioneria, la cui assenza in commissione Bilancio durante l’esame della manovra avrebbe creato «un pò di caos organizzativo», secondo Federico Mollicone di FdI, mentre il capogruppo del partito di maggioranza Tommaso Foti parla di «assenza irrituale». «Ma no, sono stanchi anche loro, hanno lavorato tanto», minimizza il ministro dell’Economia Giorgetti, che offre infine una sintesi dell’intero percorso della manovra: in tanti anni «ne abbiamo visti di tutti i colori, non ci impressioniamo. È come con gli aerei: c’è un pò di turbolenza ma l’importante è atterrare».

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