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L'aria che tira, Domenico De Masi punto sul vivo sul caso Conte-Draghi: come reagisce. Terremoto M5s

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Il sociologo Domenico De Masi torna sulla rivelazione, ricevuta da Beeppe Grillo, che Mario Draghi avrebbe chiesto la rimozione di Giuseppe Conte dal vertice del Movimento 5 Stelle, bomba che aveva contribuito a incendiare il clima nella maggioranza alla vigilia dell'incontro a palazzo Chigi tra il capo M5s e il premier.  Nel corso della puntata di giovedì 7 luglio de L'aria che tira, il talk show di La7, De Masi ha spiegato che nell'intervista al Fatto che ha scatenato il caso non ha rivelato alcunché non fosse già noto: "È uscita il 29 giugno, il 27 Grillo aveva parlato con i deputati e i senatori M5s e con Conte" dicendo le stesse cose. "Non sono né un attaccabrighe né un pettegolo", si difende il sociologo. 

 

Fatto sta che la (presunta) richiesta di Draghi a Grillo fino a quel momento non era di dominio pubblico. "Lo ha scritto pure la Stampa, siete distratti voi giornalisti" ribatte il sociologo. Conte nell'incontro a Palazzo Chigi ha prima battuto i pugni, poi lo strappo è rientrato. "Non sono un politologo. Mi interessano gli elettori, non gli eletti" afferma De Masi che spiega che in Italia ci sono "5,7 milioni di poveri assoluti e 7 milioni i poveri relativi, 13 milioni di italia che aumenteranno e che non hanno rappresentanza politica". Prima del reddito di cittadinanza e del decreto Dignità, misure simbolo del M5s, "l'ultimo politico che se ne è interessato è stato Berlinguer", rivendica il sociologo. 

 

Una platea che "o non vota, o si spalma" sui vari partiti. "Non c'è rappresentanza politica per loro" e "ho sempre sperato che i 5Stelle lo facessero collocandosi a sinistra del Pd", conclude De Masi.  

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