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Un tecnico a Palazzo Chigi è un problema, la stoccata di Meloni a Draghi

Federica Pascale
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Giorgia Meloni è stata ospite di Massimo Giletti a "Non è l’arena", il programma di approfondimento politico in onda in prima serata su La7. Durante la puntata di domenica 6 febbraio si è parlato dell’appena conclusa partita del Quirinale, dei nuovi equilibri politici ancora incerti e di futuro in vista delle elezioni politiche del 2023. La leader di Fratelli d’Italia non si è certamente risparmiata, nemmeno nei confronti del Presidente del Consiglio Mario Draghi. “Tra mettere un tecnico al Quirinale e mettere un tecnico a Palazzo Chigi, è molto più grave la seconda” afferma Meloni nel rispondere alle critiche ricevute per aver indicato un tecnico per il Colle più alto, cioè il direttore generale del DIS Elisabetta Belloni. Per circa 48 ore il nome della Belloni è sembrato credibile ma è stato al contempo oggetto di diverse polemiche, e per queste la candidatura non è maturata. “Al Quirinale hai la Costituzione da fare applicare, e quindi hai un testo di riferimento che vale per tutti”. Invece, “a Palazzo Chigi in teoria uno ci arriva sulla base di un programma che dovrebbe essere votato dai cittadini. Quelli che hanno messo Draghi hanno poco da spiegare a me” rimprovera.

 

 

 

 

 

Quanto ad un’altra chiacchierata candidatura mancata, cioè quella dello stesso Draghi, la Meloni non ha dubbi e afferma che al Quirinale non l’ha voluto “nessuno dei partiti che lo sostengono al Governo” e solo per la paura che “ballasse la legislatura”. Questa l’unica preoccupazione: “barattare 7 anni di Presidente della Repubblica con 7 mesi di tenuta della legislatura”. Alcuni partiti di centrodestra, secondo la leader di Fratelli d’Italia, preferiscono il campo del centrosinistra a quello del centrodestra, e in questo modo si annullano e cessano di essere: “Il centrodestra ha ragione di esistere se è alternativo alla sinistra, altrimenti non esiste”. E sull’esito del Quirinale: “Il centrodestra non ci ha creduto. Non s’è voluto”.

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