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Autogestione e Mattarella usato sicuro, Mulè contro la crisi Quirinale

Federica Pascale
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“Spero si diano una mossa perché i segnali di insofferenza tra i parlamentari ci sono tutti”. Lo dichiara Giorgio Mulé, senatore di Forza Italia, alle telecamere davanti Montecitorio della maratona Mentana in onda ogni giorno su La7 e condotta da Enrico Mentana con diversi ospiti in studio. “I voti in grande crescita per Mattarella, che nessun leader ha indicato, dimostrano che c’è una sorta di autogestione dei deputati e dei senatori”.

 

 

 

 

 

Oggi è il sesto giorno di votazione ma la sensazione è quella di essere in una situazione di stallo. “C’è una colossale crisi di leadership. Trasversale, riguarda tutti”, ammette Mulé, che ritiene sia in corso una grande sconfitta della politica. “Siamo ai colpi di coda. E vedo pochi colpi di genio o colpi di scena”. Nonostante ciò, il senatore seguirà le indicazioni del suo partito, e si asterrà. “Ma non può andare avanti così a lungo. Il segnale che arriva dal Parlamento è che bisogna sbrigarsi”. Il nome del prossimo Presidente della Repubblica sembra essere ancora lontano e si susseguono riunioni di partito e tra leader politici per trovare una convergenza: “La convergenza si sta cercando ma non si è trovata. Uno spettacolo abbastanza basso e poco edificante, ci si accusa a vicenda. È frustrante”. E prevede possa tornare realistica l’opzione Mattarella bis: “Nell’incapacità di trovare un nome condiviso, si ritorna all’usato sicuro”.

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