GOVERNO IN BILICO

Caos Tav, Conte "dubbioso"chiede un vertice con Francia e Ue

Un'interlocuzione con la Francia e l'Unione Europea sui dubbi emersi riguardo la realizzazione della Tav Torino-Lione. E' la soluzione auspicata dal premier Giuseppe Conte per tentare di sbloccare l'impasse nella quale si sta avvitando ormai da settimane il governo a causa dell'infrastruttura più chiacchierata e contestata degli ultimi anni. Nel corso di una conferenza stampa convocata nel pomeriggio a Palazzo Chigi, Conte ha fatto il punto su tutte le tappe della vicenda che hanno portato fino allo scontro frontale tra MoVimento 5 Stelle (contrario all'opera)  e Lega (favorevole) per poi esprimere le sue valutazioni. Che, alla luce dell'analisi costi-benefici effettuata dall'equipe di tecnici selezionata dal ministro dei Trasporti Toninelli, restano profondamente scettiche sulla Tav. "Non muovendo da nessun pregiudizio ideologico - ha detto il premier - ho espresso forti dubbi e perplessità sulla convenienza di questa opera, lo ribadisco per trasparenza nei confronti del paese, non sono allo stato affatto convinto che questo progetto sia quello di cui l’Italia ha bisogno". "Se lo dovessimo cantierizzare oggi mi batterei perché questo progetto non fosse realizzato. Lo dico perchè voglio che i cittadini italiani siano messi al corrente costantemente". Di conseguenza, l'unica strada individuata resta quella di discutere queste perplessità con i partner. "Dobbiamo proseguire alla luce di ciò che è emerso, è l’unica strada e me ne assumo la responsabilità. Alla luce dei forti dubbi emersi credo sia d’obbligo procedere a una interlocuzione con i partner, Francia e Ue per condividere dubbi e perplessità. È il modo più lineare e trasparente" ha spiegato Conte. Peccato che il tempo stringa ed entro lunedì il Cda di Telt - il gruppo italo-francese che si occupa della realizzazione dell'opera - debba dare il via ai bandi per i lavori. Pena la perdita di una tranche di finanziamenti europei pari a circa 300 milioni di euro. Sul tema Conte non è stato in grado di dare certezze: "Non stiamo litigando, ma c’è uno stallo anche sui bandi. Chi chiede di differirli si richiama al contratto di governo nell’ambito della revisione dell’opera. L’altra parte politica vuole fare partire i bandi anche per non perdere le risorse. I bandi sono lunedì, c’è ancora del tempo". In quanto ai due azionisti principali della maggioranza, se Matteo Salvini continua a sostenere che "ormai costerebbe più non fare la Tav che farla", Luigi Di Maio ha in agenda un incontro in serata con i gruppi di Camera e Senato. Ai quali ha fatto preliminarmente recapitare una lettere in cui conferma il suo no senza se e senza ma all'opera. Le posizioni restano quindi, agli antipodi. Se anche il governo italiano dovesse ottenere l'"interlocuzione" con Ue e Francia auspicata da Conte, non è ben chiaro quale sarebbe la posizione che l'Italia porterebbe al tavolo.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.