I tormenti del centrosinistra

La doppia morale del Pd sui temi etici

Il partito ha preteso la libertà di coscienza su coppie di fatto e adozioni. Ma ha espulso la consigliera a Verona che ha scritto il manifesto anti-abortista

Questioni di coscienza e questioni di coerenza. Il Partito Democratico affronta una grana periferica, a Verona, che apre tutto un ragionamento interno su certi focolai dogmatici dell’approccio dem a certi temi. L’antefatto ha tenuto banco in questi ultimi giorni: nella città scaligera passa una mozione in Consiglio Comunale presentata dalla Lega, in cui si dichiara Verona «città a favore della vita» e tra le altre cose impegna l’amministrazione ad inserire nelle sue politiche di bilancio l’aiuto alle associazioni pro vita. A favore della mozione ha votato anche la capogruppo del Partito Democratico, e si è scatenato l’inferno. I suoi colleghi di gruppo ne hanno chiesto le dimissioni e già oggi una riunione dovrebbe chiarire meglio la situazione. Quel che è chiaro, nel frattempo, è il solito reticolo di doppia morale intrecciato attorno al Pd. La «libertà di coscienza», infatti, va bene soltanto per le leggi che propongono loro, in cui addirittura viene invocata presso gli altri partiti. Significativa a questo proposito l'intervista... SE VUOI CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI

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