vizio antico

Attacco alla casa, sinistra pronta a espropri e ad altre patrimoniali

Odio atavico contro i proprietari di immobili. E se tornasse al governo non farebbe sconti. Anche la Ue pronta a limitare i diritti di chi ha una casa

C’è un allarme che risuona nelle orecchie delle famiglie italiane. Per ora è solo un ronzìo. ma il possibile arrivo a Palazzo Chigi della sinistra sta facendo tremare i proprietari di immobili piccoli e grandi. Sì, perché il mattone sta diventando il nuovo oggetto del desiderio del campo largo. Dopo essere stato per anni il bancomat dal quale attingere per finanziare le spese dello Stato il vento sembrava cambiato. Ma ora ne spira uno nuovamente contrario alle istanze di chi ha semplicemente stretto la cinghia, si è pagato un mutuo per decenni limitando le risorse per i consumi, per avere il suo tetto. Ma non c’è nulla da fare: al primo punto di ogni ipotetico programma economico di ogni sinistra del mondo c’è la patrimoniale diretta o indiretta sul mattone. Che si declina in innumerevoli proposte (sempre rivolte alla tosatura, comunque).

In ossequio al principio che in casa marxista afferma che il primo uomo che puntando il bastone su un terreno disse: questo è mio, è da considerare il primo ladro della storia.

Facile ipotizzare da quella parte politica al poter una reintroduzione di imposte sulla prima casa, più alte se in classe di pregio, o l’inasprimento di tasse sulla seconda casa. O anche la sempreverde revisione delle rendite catastali che, allineando i valori iscritti nei registri del fisco a quelli di mercato, di fatto aumenta il gettito per lo Stato e lo sfoltimento del portafoglio del contribuente. Una richiesta, questa, che arriva puntualmente da Bruxelles, e rinviata al mittente finora. Ma chissà che Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni, non ritentino il colpaccio se arrivassero nel 2027 a Palazzo Chigi inchinandosi, come spesso accade, davanti alle pantofole degli euroburocrati.

Si è detto di patrimoniali. Ma l’attacco alla casa questa volta rischi di essere ibrido. Mutuando il termine dall’attuale situazione geopolitica, infatti, l’assalto al mattone non prevede le solite armi convenzionali e cioè imposizioni fiscali più salate. Questa volta a comprimere il diritto di proprietà, che è garantito dalla Costituzione, ma che comunque restringibile dalla legge ordinaria, l’armamentario è più sottile e complesso.

La crisi abitativa che si estrinseca nell’esclusione dell’accesso alla proprietà e al mercato degli affiti della parte della popolazione composta da giovani, famiglie a basso reddito, lavoratori precari, spinge i progressisti italiani ed europei a riscoprire vecchi arnesi del mestiere: dalla tolleranza alle occupazioni abusive a pericolose derive regolamentari che consentono alle amministrazioni comunali a imporre limiti alla disponibilità dei proprietari con calmiera.

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