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IL REBUS DI PALAZZO CHIGI

Di Maio: "Faccio un passo indietro, ma anche Berlusconi si faccia da parte"

Di Maio: "Faccio un passo indietro, ma anche Berlusconi si faccia da parte"

"Se il problema sono io, sono pronto a fare un passo indietro e a scegliere un premier terzo con il leader della Lega Matteo Salvini. Ma non siamo disponibili a entrare in un governo con Silvio Berlusconi".

Luigi Di Maio rilancia la palla nel campo del Carroccio. Ospite della trasmissione "In Mezz'ora", il capo politico del MoVimento 5 Stelle ha voluto sgombrare il campo dall'ipotesi che un governo politico non sia destinato a nascere per la sua ostinazione a voler occupare Palazzo Chigi. Ma non ha fatto marcia indietro sull'altra condizione considerata irrinunciabile dai Cinquestelle: l'indisponibilità ad allearsi con i nemici giurati di Forza Italia.

Un mezzo passo in avanti, quello di Di Maio, che segue l'offerta avanzata da Salvini, che aveva ipotizzato solo 24 ore prima un "governo lampo" con centrodestra e grillini insieme, con l'obiettivo di arrivare a dicembre riscrivendo la legge elettorale e scongiurando l'aumento dell'Iva.

Adesso, quindi, l'attenzione si sposta al vertice del centrodestra che si terrà stasera a cena a Palazzo Grazioli, con i tre leader - Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni - che dovranno tracciare una linea unitaria da esporre domani al Capo dello Stato Sergio Mattarella in occasione del terzo e ultimo giro di consultazioni.

Non sarà facilissimo trovare una quadra, poiché le tre posizioni sono abbastanza distinte. Salvini chiede un governo centrodestra-cinquestelle e chiude al governo "di tragua". Berlusconi sarebbe disponibile per la prima ipotesi ma non disdegnerebbe la seconda. La Meloni, infine, rilancia l'ipotesi di un esecutivo solo di centrodestra che debba cercare in Parlamento i numeri necessari per la fiducia.

In quanto a Di Maio, nel corso della sua ospitata dalla Annunziata, ha continuato a respingere l'ipotesi di un governo tecnico - "a questo punto ha più senso tenersi Gentiloni fino al voto" - e ha tentato di ricucire con il Capo dello Stato: "Se il Presidente della Repubblica è arrivato a questo punto è perché le altre forze politiche hanno fatto di tutto per non fare governare il Movimento 5 Stelle".

"Non voglio minacciare nulla - ha concluso - scongiuro qualsiasi tipo di azione non democratica, ma con il due di picche che ci è stato dato dalle altre forze politiche c’è il rischio che tutta la gente che crede nel movimento non creda più nella democrazia in quanto tale. Se si esclude dal Governo chi ha preso 11 milioni di voti il vero rischio è che la gente non vada più a votare".

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