Politica

Il primo messaggio di Mattarella: "Ancora troppi italiani senza lavoro"

Il presidente della Repubblica parla seduto su una sedia del suo salotto: "Dedico questi minuti alle principali difficoltà e alle principali speranze della vita di ogni giorno" VIDEO

Poco più di venti minuti. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rivolge il suo primo messaggio di fine anno agli italiani. E rompe subito con la tradizione del passato. Basta scrivania e arazzi, il Capo dello Stato si concede una location più famigliare e intima, seduto su una sedia nel salotto del suo appartamento privato, come se si fosse preso una pausa dal cenone di Capodanno. E chiarisce subito il senso del suo discorso: "Questa sera non ripeterò le considerazioni che ho fatto, giorni fa, incontrando gli ambasciatori degli altri Paesi in Italia sulla politica internazionale, e neppure quelle svolte con i rappresentanti delle nostre istituzioni. Stasera vorrei dedicare questi minuti con voi alle principali difficoltà e alle principali speranze della vita di ogni giorno". Forse anche per questo non trovano spazio nel suo messaggio né un pensiero ai due marò (anche se il Capo dello Stato ha rivolto i suoi auguri a tutti i nostri militari, a partire da quelli in missione all'estero) né un passaggio sulle riforme che, al contrario, sono state indicate come un tema centralre del 2016 dal premier Matteo Renzi.     LAVORO Il primo punto è quello più delicato. Quello che tantissimi italiani, nonostante le narrazioni trionfanti del premier Matteo Renzi, avvertono come un miraggio da raggiungere: il lavoro. "L’occupazione è tornata a crescere - esordisce Mattarella - Ma questo dato positivo, che pure dà fiducia, l’uscita dalla recessione economica e la ripresa non pongono ancora termine alle difficoltà quotidiane di tante persone e di tante famiglie. Il lavoro manca ancora a troppi dei nostri giovani. Sono giovani che si sono preparati, hanno studiato, posseggono talenti e capacità e vorrebbero contribuire alla crescita del nostro Paese. Ma non possono programmare il proprio futuro con la serenità necessaria". Ma i giovani non sono gli unici a pagare il prezzo della disoccupazione. "Accanto a loro - aggiunge - penso a tante persone, quarantenni e cinquantenni, che il lavoro lo hanno perduto, che faticano a trovarne un altro e che vivono con la preoccupazione dell’avvenire della propria famiglia. Penso all’insufficiente occupazione femminile. Il lavoro manca soprattutto nel Mezzogiorno. Si tratta di una questione nazionale. Senza una crescita del Meridione, l’intero Paese resterà indietro. Le diseguaglianze rendono più fragile l’economia e le discriminazioni aumentano le sofferenze di chi è in difficoltà. Come altrove, anche nel nostro Paese i giovani che provengono da alcuni ambienti sociali o da alcune regioni hanno più opportunità: dobbiamo diventare un Paese meno ingessato e con maggiore mobilità sociale".     CRESCITA Nonostante le criticità legate all'occupazione Mattarella vede un futuro roseo per il Paese: "La condizione economica dell’Italia va migliorando: questo va sottolineato. Anche le prospettive per il 2016 appaiono favorevoli. Senza dimenticare l’azione svolta dalle istituzioni, va detto – e tengo a dirlo ? che moltissimi nostri concittadini hanno operato con impegno e con senso di responsabilità, in settori diversi e con compiti differenti. Hanno contribuito in questo modo, malgrado la crisi, a tenere in piedi l’economia italiana. A tutti loro desidero render merito ed esprimere grande riconoscenza. Così come intendo inviare un messaggio di sostegno e di speranza alle famiglie particolarmente in affanno: non vanno lasciate sole, e chiedo l’impegno di tutti perché le difficoltà si riducano e vengano superate"         EVASIONE FISCALE A questo punto Mattarella attacca un altro elemento di criticià del nostro sistema economico: l'evasione fiscale. "Un elemento che ostacola le prospettive di crescita - sottolinea - è rappresentato dall’evasione fiscale. Secondo uno studio, recentissimo, di pochi giorni fa, di Confindustria, nel 2015 l’evasione fiscale e contributiva in Italia ammonta a 122 miliardi di euro. 122 miliardi! Vuol dire 7 punti e mezzo di PIL. Lo stesso studio calcola che anche soltanto dimezzando l’evasione si potrebbero creare oltre trecentomila posti di lavoro: gli evasori danneggiano la comunità nazionale e danneggiano i cittadini onesti. Le tasse e le imposte sarebbero decisamente più basse se tutti le pagassero.     Il commento del premier Matteo Renzi     Discorso bello e diretto al cuore degli italiani. Grazie Presidente #buonanno — Matteo Renzi (@matteorenzi) 31 Dicembre 2015     SMOG Altro tema all'ordine del giorno è quello dell'inquinamento dell'aria delle nostre città. Mattarella, pur non citandolo, non risparmia una critica agli attacchi di Beppe Grillo: "Sono utili le diverse opinioni – e non si può certo comprimere il confronto politico – ma siamo di fronte anche alla natura, e ai suoi mutamenti, che contribuiscono a provocare siccità e alluvioni. In presenza di una sfida così grande, che coinvolge la salute, è necessario che prevalga lo spirito di collaborazione". Poi, dopo aver ribadito la necessità di "avere maggior cura dei nostri territori", commenta le misure introdotte in questi ultimi giorni in diverse città italiane: "Si può chiedere ai cittadini di limitare l’uso delle auto private, ma, naturalmente, il trasporto pubblico deve essere efficiente. E purtroppo non dovunque è così".     TERRORISMO Questo Capodanno, inutile nasconderlo, è il primo vissuto con il terrore dell'Isis. Mattarella espone quella che, secondo lui, deve essere la strada da percorrere: "Tutti sappiamo che il terrorismo fondamentalista cerca di portare la sua violenza nelle città d’Europa, dopo aver insanguinato le terre medio?orientali e quelle africane. Realizzare condizioni di pace e stabilità per i popoli di quei Paesi è la prima risposta necessaria, anche per difendere l’Europa e noi stessi. La prosperità, il progresso, la sicurezza di ciascuno di noi sono strettamente legati a quelli degli altri. Non esistono barriere, naturali o artificiali, che possano isolarci da quel che avviene oltre i nostri confini e oltre le frontiere dei nostri vicini". "Il terrorismo ci vuole impaurire e condizionare - insiste -. Non glielo permetteremo. Difenderemo le conquiste della nostra civiltà e la libertà delle nostre scelte di vita. Con questo spirito abbiamo sentito, tutti, su di noi la sofferenza dei parenti delle vittime di Parigi e ci siamo stretti intorno alla famiglia di Valeria Solesin".     IMMIGRAZIONE Strettamente legato all'emergenza terrorismo è il frenomeno dell'immigrazione. "In questo periodo - dice il Capo dello Stato - masse ingenti di persone si spostano, anche da un Continente all’altro, per sfuggire alle guerre o alla fame o, più semplicemente, alla ricerca di un futuro migliore. Donne, uomini e bambini: molti di questi muoiono annegati in mare, come il piccolo Aylan e, ormai, purtroppo anche nell’indifferenza. Il fenomeno migratorio nasce da cause mondiali e durerà a lungo. Non ci si può illudere di rimuoverlo, ma si può governare. E si deve governare. Può farlo con maggiore efficacia l’Unione Europea e la stiamo sollecitando con insistenza. Occorrono regole comuni per distinguere chi fugge da guerre o persecuzioni e ha, quindi, diritto all’asilo, e altri migranti che vanno invece rimpatriati, sempre assicurando loro un trattamento dignitoso". L'Italia, sottolinea Mattarella, non può dimenticare il suo passato di emigrazione. Oggi "affidiamo spesso a lavoratrici e a lavoratori stranieri quel che abbiamo di più caro: i nostri bambini, i nostri anziani, le nostre case. Sperimentiamo, giorno per giorno, sui banchi di scuola, al mercato, sui luoghi di lavoro, esperienze positive di integrazione con cittadini di altri Paesi, di altre culture e di altre fedi religiose. Il 70 per cento dei bambini stranieri in Italia, lo dice l’Istat, ha come migliore amico un coetaneo italiano". Per questo, aggiunge, "bisogna lavorare per abbattere, da una parte e dall’altra, pregiudizi e diffidenze, prima che divengano recinti o muri, dietro i quali potrebbero nascere emarginazione e risentimenti. Serve accoglienza, serve anche rigore. Chi è in Italia deve rispettare le leggi e la cultura del nostro Paese. Deve essere aiutato ad apprendere la nostra lingua, che è un veicolo decisivo di integrazione. Quegli immigrati che commettono reati devono essere fermati e puniti, come del resto avviene per gli italiani che delinquono. Quelli che sono pericolosi vanno espulsi.     AUGURI AL PAPA Dopo aver rivolto gli auguri a Papa Francesco che con il Giubileo della Misericordia invia "un messaggio forte che invita alla convivenza pacifica e alla difesa della dignità di ogni persona", Mattarella cita tre "figure emblematiche" che sintetizzano la presenza, in Italia, di "persone e di esperienze positive": "Fabiola Gianotti, che domani assumerà la direzione del Cern di Ginevra, Samantha Cristoforetti, che abbiamo seguito con affetto nello spazio, Nicole Orlando, l’atleta paralimpica che ha vinto quattro medaglie d’oro. Nominando loro rivolgo un pensiero di riconoscenza a tutte le donne italiane". Il discorso si chiude con una citazione per "le persone con disabilità, gli anziani che sono o si sentono soli, i malati. Un augurio speciale, infine, a tutti i bambini nati nel 2015: hanno portato gioia nelle loro famiglie e recano speranza per il futuro della nostra Italia. Vi ringrazio, e a tutti buon 2016!"

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.