È un colpo di coda velenoso quello sferrato dal giudice Antonio Esposito a fine carriera contro diversi colleghi che lo avrebbero messo sotto accusa disciplinare, dopo la sua intervista a Il Mattino con la condanna ancora fresca a Silvio Berlusconi per frode fiscale da parte del collegio presieduto dallo stesso Esposito. Secondo quanto riporta infatti Il Fatto Quotidiano , il 7 gennaio sarà discussa la domanda di mediazione nella quale il giudice napoletano accusa il primo presidente della Cassazione, Giorgio Santacroce, di averlo ostacolato per la nomina a presidente di sezione esprimendo un parere negativo che non avrebbe mai potuto scrivere: lo aveva giudicato «gravemente carente sotto il profilo dell’equilibrio e della consapevolezza del ruolo istituzionale della Corte di Cassazione». La colpa era tutta di quella intervista sulla condanna del Cav, nella quale Esposito avrebbe anticipato le motivazioni della sentenza. Su questo aspetto Santacroce aveva provato anche a glissare con una lettera privata a Esposito. Ma l’anno dopo, l’11 luglio 2014, scrivendo il parere sull’operato come presidente di sezione, anziché prendere atto che era in corso un procedimento disciplinare, Santacroce era entrato nel merito facendo proprie «anzi aggravandole», le contestazioni disciplinari della procura generale. Non c’era ancora una sentenza del Csm, arrivata più tardi e tra l’altro di assoluzione. Nella sua accusa, Esposito ritiene che il Consiglio direttivo ha bocciato la sua conferma per colpa di quanto scritto da Santacroce. Così la richiesta del giudice contro il collega è di 100mila euro per «gravissimi danni psico-fisici e all’immagine e alla reputazione professionale cagionati da tali atti illeciti, arbitrari, abusivi, offensivi».
Il giudice anti-Berlusconi chiede i danni a Santacroce
È un colpo di coda velenoso quello sferrato dal giudice Antonio Esposito a fine carriera contro diversi colleghi che lo avrebbero messo sotto accusa disciplinare, dopo la sua intervista a Il Mattino...