La lunga scia di sangue provocata dai tagliagole al soldo di al Baghdadi è fatta di combattimenti ma anche di esecuzioni sommarie e attentati. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha fatto una stima delle persone assassinate a freddo dall’Isis dalla proclamazione del Califfato sui territori occupati. Secondo l’organizzazione dell'opposizione non radicale in esilio con sede a Londra, il totale dei morti in 18 mesi è di 3.701, due terzi dei quali erano semplici civili: 2.001, per la precisione, compresi 106 donne e 77 minorenni. Giustiziati dopo la cattura 1.024 lealisti, tra soldati regolari e «shabbiha», i paramilitari fedeli al regime di Bashar al-Assad. Altri 255 prigionieri appartenenti a fazioni insurrezionali avversarie, oppure ai qaedisti del Fronte al-Nusra o ancora ai peshmerga dell'Ypg, le Unità di Protezione Popolare siro-curde sono stati eliminati senza pietà. Uccisi infine almeno 420 miliziani dello stesso Isis, accusati di spionaggio, collaborazionismo con il nemico ma soprattutto di aver tentato di disertare. Vari i metodi di supplizio utilizzati dai jihadisti: dallo sparo in testa allo sgozzamento o alla decapitazione, dalla lapidazione al lancio delle vittime nel vuoto dalla sommità di edifici. L'emittente qatariota Al-Jazeera ha invece realizzato una mappa interattiva per mostrare gli attacchi terroristici compiuti dallo Stato islamico nel mondo nel 2015. Si tratta di oltre 50 attentati, nei quali hanno perso la vita più di mille civili. I Paesi più colpiti sono quelli del Mondo arabo: Egitto in testa, dove l'abbattimento dell'Airbus 321 sui cieli del Sinai, che provocò 224 vittime, fa schizzare verso l'alto la stima dei morti: 357 in sei attacchi, uno dei quali non ha mietuto vite. A seguire lo Yemen, con 252 morti in altrettanti attacchi, la Libia, 134 vittime in 5 attentati, e la Francia, il paese europeo più colpito: 147 persone hanno perso la vita nei due attentati di gennaio e novembre. In Europa la Danimarca registra «appena» due vittime. Bersaglio preferito dei jihadisti di al Baghdadi sono comunque soprattutto i paesi arabi. In Tunisia tre attacchi hanno provocato 71 vittime; in Arabia Saudita i morti sono stati 55 in tre attentati. In Libano si registrano 48 decessi in due attentati, e altri 27 in un attacco in Kuwait. Nei Paesi non arabi ma comunque a maggioranza islamica si registrano 3 attentati con 134 vittima in Turchia, sempre tre in Bangladesh con 5 morti mentre sono dieci le persone uccise in un solo assalto in Afghanistan. Gli Stati Uniti sono stati raggiunti una sola volta, senza fortunatamente registrare vittime. Le informazioni provengono dall'«Institute for the study of war».
Oltre 3700 "giustiziati" nel Califfato
La stima dell'opposizione moderata: due terzi erano semplici civili
