Politica

Jihadisti, i dialoghi nel web sommerso

Intercettazioni degli 007 nella Rete "nascosta": scoperti 100 profili a rischio I consigli agli aspiranti guerriglieri: "Mimetizzatevi bene tra gli infedeli"

«Vestitevi in modo casual, portate con voi solo uno zainetto e soprattutto indottrinatevi sulle attrazioni turistiche del Paese dove intendete recarvi, per apparire come normali visitatori, non connotati religiosamente». E ancora: «Munitevi di un visto turistico, e assicuratevi che il telefono cellulare o gli altri dispositivi elettronici siano stati ripuliti da elementi incriminanti». Sono alcune delle conversazioni tra jihadisti intercettate dall'intelligence nel deep web, la Rete sommersa, un luogo «profondo» per la maggior parte inesplorato, che permette di navigare nascondendo il proprio indirizzo IP, e quindi la propria identità, grazie ad una connessione che «rimbalza» fra vari computer in giro per il mondo. Ed è proprio qui che avviene il maggior scambio di messaggi tra terroristi. Gli 007 hanno «catturato» alcune conversazioni «a rischio» avvenute tra affiliati all'Isis e che Il Tempo ha avuto modo di visionare. Nelle chat, infatti, si forniscono una serie di indicazioni che servono a chi deve muoversi in Occidente senza destare sospetti, magari per raggiungere l'Europa e posizionarsi in attesa di colpire. L'intelligence ha scovato una fitta rete di dialoghi che avvengono al riparo da occhi indiscreti. Qui si inviano messaggi in codice e si danno indicazioni ai nuovi jihadisti così come a quelli già addestrati. Nel web sommerso, inoltre, è possibile recuperare ogni sorta di materiale, dalle armi ai passaporti falsi fino ai biglietti aerei. Qui si incontrano e parlano senza censure attivisti politici, pirati informatici e anche jihadisti. Negli angoli più bui della Rete, poi, ci si può imbattere in vere e proprie biblioteche virtuali, dove gli scritti non sempre sono i testi reperibili nelle normali librerie, piuttosto manuali di controinformazione, prontuari sulle droghe, testi di cospirazioni e inneggianti all’anarchia e al jihad. Scandagliando nel profondo il web, infatti, è facile ottenere una quantità di informazioni che consentono anche di monitorare le attività dei terroristi. Ed è proprio qui che è partito, già da mesi, il giro di vite che ha permesso agli 007 di identificare oltre 100 profili a rischio tra i frequentatori di siti jhadisti e social network. Di questi oltre la metà sono tenuti sotto stretta osservazione per il pericolo di reclutamento di nuovi mujaheddin (soprattutto tra gli insospettabili della porta accanto e quindi più difficili da individuare) non solo da inviare in Siria ma anche da utilizzare nelle operazioni da compiere nei paesi occidentali. «Nelle ultime settimane - spiegano fonti dei servizi segreti - i controlli sul deep web si sono intensificati. Nel mirino, oltre i messaggi di propaganda, ci sono anche alcune parole-chiave per catturare chi vuole addestrarsi alla jihad». Tra queste spiccano «volontà», «lotta» e «potenza». Tra le «dritte» che rimbalzano sui social network, inoltre, si raccomanda agli aspiranti guerrieri del Califfato di «mimetizzarsi bene» tra gli infedeli, utilizzando abiti e atteggiamenti adatti. In particolare, in una delle conversazioni intercettate, i terroristi consigliano di «studiare» il luogo in cui si intende recarsi per mescolarsi tra i turisti che visitano i monumenti, ad esempio, così da eludere i controlli. Totalmente banditi, invece, dovranno essere tutti quei simboli o quegli atteggiamenti che possano ricondurre alla religione. Già nell'ebook di 50 pagine in lingua inglese «La Hijrah allo Stato islamico», pubblicato nei primi mesi del 2015 e di cui Il Tempo ha dato notizia - il manuale per tutti i musulmani che hanno in progetto di recarsi in Siria e in Iraq per addestrarsi alla jihad, si fornivano istruzioni precise sull'equipaggiamento e i bagagli da tenere (una borsa a mano, uno zaino e una valigia) ma anche contatti cui rivolgersi e su dove andare per riuscire a superare il confine. Alcune raccomandazioni pratiche, inoltre, riguardavano l’acquisto di un biglietto di andata e ritorno che transiti prima per un Paese turistico europeo, e da lì di un altro biglietto, sempre di andata e ritorno, per la Turchia. Se attraversare il confine diventa sempre più difficile, ci sono case dove alloggiare, ma sono pochi i membri dello Stato islamico a conoscerle. Questi «maestri» della jihad sono riconoscibili perché portano con sé un «tazkiyah», un documento firmato che ne attesta l’affidabilità. In Rete gira anche «A mujahid guide», una guida per il combattente, il soldato di Dio, che prepara gli jihadisti alla conquista di Roma dove, scrivono, «sarà guerriglia urbana». Anche qui si forniscono suggerimento ai combattenti: «Se sei un convertito all'Islam - suggerisce l'autore del manuale - dovresti cercare di nascondere il tuo vero Islam, per quanto possibile. Naturalmente devi frequentare la preghiera del venerdì in comunità, ma poi devi andare via rapidamente senza parlare con i fratelli. Nonostante lo sforzo per nascondere la tua vera identità, cerca comunque di evitare ciò che è haram (in arabo proibito, ndr)». E poi un consiglio: «Per utilizzare la Rete in modo sicuro il segreto è il browser Tor che consente di navigare in totale anonimato».

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