Politica

Falcomatà, sindaco "renzianissimo" A Matteo ha copiato anche il programma

Ha incollato frasi e concetti dell'allora primo cittadino di Firenze

Va bene essere renziani. Va benissimo, da giovane aspirante sindaco, poco più che trentenne, ammirare il proprio leader. Ma arrivare a copiarne il programma, in alcune parti di sana pianta, è un tantino esagerato. Il rischio, infatti, non disponendo di idee proprie, è di ritrovarsi la città che si amministra, come documentato pochi giorni fa dal Sole 24ore, all’ultimo posto fra quelle dove si vive meglio. Il copia/incolla di cui parliamo è quello messo in atto dal primo cittadino di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà (figlio del compianto Italo che la Citta sullo Stretto la guidò anni fa). Per impallidire dallo stupore è sufficiente confrontare il suo programma, vergato quando, nell’ottobre del 2014, scese in campo per ripercorrere le orme del padre, con quello presentato nel 2009 da Matteo Renzi in occasione delle elezioni comunali di Firenze. Il copia/incolla comincia già dall’indice. Là dove l’allora sindaco di Firenze propone «una città sicura e libera», Falcomatà ripropone «una città sicura perché libera»; e se il futuro premier pensa a una «città del benessere», il giovane renziano rilancia con «Ambiente, la città del benessere». La «clonazione cartacea» si estende fino alla «lotta alla rendita» promessa da Renzi e garantita, a sua volta, da Falcomatà: «Commercio, la lotta alla rendita». Non è finita. Nel programma di Renzi si legge: «La pedonalizzazione completa di Piazza del Duomo risponde alla volontà di liberare dalla cappa del traffico il cuore pulsante della città, individuando percorsi alternativi (...). È un fatto culturale, ambientale e trasportistico. Ma è innanzitutto il desiderio di restituire la possibilità di vivere la Cattedrale, il Battistero e la Cupola del Brunelleschi - uno tra i più suggestivi simboli di Firenze - alla emozione e commozione dei fiorentini e non solo dei turisti». E in quello di Falcomatà? Uguale uguale: «La pedonalizzazione (quasi) completa di Piazza del Duomo (...) risponde alla volontà di liberare dalla cappa del traffico il cuore pulsante della Città, individuando percorsi alternativi. È un fatto culturale, ambientale e trasportistico. Ma è innanzitutto il desiderio di restituire la possibilità di vivere la Cattedrale, la Sacra Effige della Madonna della Consolazione nel suo periodo di "sosta" in Città, la Cappella del Santissimo Sacramento e il vicino Museo Diocesano - tra i più suggestivi simboli cristiani dei Reggini - alla emozione e alla commozione dei reggini e non solo dei turisti». Cambiano solo, ovviamente, i nomi dei monumenti. L’apice della «fantasia copiatrice» viene toccato con una lunga citazione di Bob Kennedy sul pil che «non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago» e che ignora «la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari», ecc ecc. Renzi la riporta per intero, Falcomatà la ricopia pari pari. Anche la Costituzione diventa pretesto per copia-incollare le pagine renziane. Così come fa Renzi, infatti, anche Falcomatà spiega che «sostenere oggi che la nostra Repubblica democratica è fondata sul lavoro significa impegnare tutti e ciascuno a un’opera quotidiana, paziente e tenace, di difesa dell’occupazione e di sostengo all’intrapresa». E quando nel 2013, in vista delle primarie del Pd, l’allora aspirante premier disse che «la parola amministrare comprende ed estende la voce del verbo amare», il giovane adepto, nelle sue linee programmatiche, la fece felicemente sua. Insomma, se poi Reggio Calabria precipita in fondo alla classifica delle città dove la qualità della vita è migliore, c’è ben poco da sorprendersi.

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