Politica

"Che squallore Sandro Del resto è sempre stato un uomo di scarsa civiltà"

Parla Nunzia De Girolamo, deputata di Forza Italia

«Uno squallore». Non usa mezzi termini Nunzia De Girolamo, deputata di Forza Italia e commissaria del partito in Molise, per descrivere l’intervista a Repubblica in cui Sandro Bondi ha, di fatto, reciso i propri legami con il berlusconismo e con il passato da devotissimo al Capo. «L’ho riletta più volte - dice De Girolamo - stentavo a credere che davvero ci fossero scritte cose di quella gravità».     Cosa l’ha fatta indignare? «Guardi. Com’è noto anch’io, sbagliando, sono uscita da Forza Italia, per poi rientrarvi accettando di ripartire da zero. Ma mai mi sarei sognata di denigrare la casa in cui sono nata politicamente. Noi tutti dobbiamo ricordare sempre una cosa: è grazie a Silvio Berlusconi che abbiamo potuto fare politica, ad alti livelli ed anche con ottime remunerazioni».     Quindi Bondi non ha ragione neanche un po’? «Solo su una cosa, quando dice di voler essere dimenticato. Ma non sarà difficile: ad essere sinceri non scorgo motivi sufficientemente validi per ricordarlo».     Quando voi creaste Ncd, Bondi era tra coloro che si strinsero attorno a Berlusconi. «Nell’intervista lui parla dell’amicizia che lo lega ad Alfano. Ma io ricordo benissimo che quando noi fondammo Ncd, sia lui che la sua compagna, la senatrice Repetti, ci tolsero il saluto. Al nostro passaggio si voltavano proprio dall’altra parte. In quel gesto non vidi alcun significato politico, ma solo una prova di civiltà carente. Anche Verdini era rimasto, all’epoca, con Berlusconi, ma con lui si poteva dialogare».     Ecco, Verdini. Raffaele Fitto e prima ancora Angelino Alfano. In Forza Italia è un’emorragia continua. Possibile sia sempre colpa di chi se ne va? «Innanzitutto Verdini, Fitto e Alfano non sono per nulla accomunabili a Bondi. Loro non hanno mai rilasciato un’intervista come quella data da Bondi a Repubblica. Loro non si sarebbero mai sognati di rivelare ad un giornale i contenuti di colloqui riservati del Presidente Berlusconi, come ha fatto Bondi raccontando i retroscena del sì al governo Monti. Altro che Conte Ugolino che mangia i suoi figli: l’errore di Berlusconi è stato l’aver dato troppo spazio a persone che non lo meritavano. E Bondi ne è una dimostrazione. Probabilmente, con scelte di vertice diverse oggi Forza Italia vivrebbe una stagione differente».     Infatti il partito non scoppia di salute. Anche dal punto di vista «materiale». Casse vuote, dipendenti a casa, la sede che sta per chiudere. E poi anche sul lato politico è indietro su molti dossier, uno su tutti le candidature a sindaco... «Sì, Forza Italia è in difficoltà e sarebbe da bugiardi negarlo. Dobbiamo ricominciare dai territori, compiere una rivoluzione nella classe dirigente. Berlusconi prima di Natale ha annunciato cambi radicali nella struttura del partito, e penso faccia bene perché occorre dare la possibilità di darsi da fare a tante persone che credono ancora nel progetto. Troppe volte, e lo dico con rammarico, è scattata la logica dell’orticello, del "meno siamo e meglio stiamo". Questo ha contraddetto la natura di Forza Italia, che è sempre stata la casa dei moderati e dei liberali, aperta a persone che volevano un Paese diverso».     Uno dei nodi in Forza Italia è quello dei capigruppo alle Camere. Sarà un inizio 2016 di fuoco da questo punto di vista? «Non si può dare la colpa di tutti i problemi a Renato Brunetta, che ha sempre fatto politica con passione. E la fa con la sua identità esattamente come ognuno di noi. Penso che i problemi vadano affrontati nell’insieme, sulla linea data da Berlusconi: siamo all’opposizione di Matteo Renzi e impegnati per ricostruire la coalizione di centrodestra, che se torna unita può vincere di nuovo le elezioni».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.