Politica

La Camera risparmia, i dipendenti protestano

La Boldrini proroga il taglio dell'indennità di funzione. I sindacati: "Non lo puoi fare"

I dipendenti della Camera hanno dichiarato lo stato di agitazione, invitando i vertici di Montecitorio ad «astenersi» dall'assumere qualsiasi decisione «unilaterale». Al centro della protesta la scelta di confermare anche per quest’anno il taglio delle indennità di funzione, assieme ad altre misure che vanno ad incidere sugli stipendi. Le rappresentanze sindacali hanno incontrato l’altro giorno i componenti dell'Ufficio di presidenza della Camera. Lo scorso 9 dicembre l'Ufficio di presidenza aveva confermato la decisione di prorogare anche per quest'anno il taglio delle indennità di funzione per tutti i dipendenti di Montecitorio. Un taglio, era stato spiegato, che consentiva alla Camera un risparmio di circa 2 milioni di euro. Al termine della riunione, era stato spiegato che la decisione veniva assunta in attesa dell’avvio dell'armonizzazione del trattamento economico dei dipendenti di Camera e Senato. Primo incontro sul tema fissato per il prossimo 28 gennaio. In una lettera inviata alla presidente Laura Boldrini, e ai vertici di Montecitorio, i rappresentati delle maggiori sigle sindacali dei dipendenti della Camera hanno annunciato la proclamazione dello stato di agitazione. Nella lettera i sindacati sottolineano l'atteggiamento assunto dall'Istituzione. Dopo una serie di richieste e incontri per avviare una trattativa, si registra - sottolineano i sindacati «l’assenza di una qualsivoglia contrattazione sulle misure oggetto degli indirizzi integrativi, nonché la mancata predisposizione del relativo calendario di trattative». Per i rappresentanti sindacali «l’Ufficio di Presidenza non puù imporre in maniera unilaterale la propria volontà; per di più, come nel caso di specie, su argomenti trattati al di fuori della contrattazione periodica. Tantomeno può decidere in merito a impegni contenuti in contratti già definitivamente sottoscritti».

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