“C’era una volta il cinema?” la domanda se l’è posta il Gruppo parlamentare di Area Popolare nel corso di un convegno al Capranichetta, al quale hanno l’Amministratore delegato di Rai Cinema, Paolo del Brocco e il Ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini. Ha aperto i lavori, moderati da Paolo Bonaiuti e da Maurizio Lupi, una relazione dell’avvocato Michele Lo Foco, già nel CDA del Festival del Cinema di Roma ed esperto del settore, che ha puntato il dito contro la legislazione italiana:” Il susseguirsi di decreti, di emendamenti, ha talmente modificato il tessuto legislativo che oggi possiamo dire con certezza che la nostra legislazione in materia è tra le più modeste e fuorvianti d’Europa e ci sta portando ad essere il fanalino di coda del continente, alle spalle anche di nazioni come Svezia e Danimarca. Pertanto la nostra malattia più grave è la legge. Dopo l’Oscar pensavo sarebbe successo qualcosa, invece nulla. I riconoscimenti non bastano, tocca alla politica”. Questo “grido di dolore” è stato raccolto da Franceschini, che ha annunciato di voler ridurre al massimo il margine di discrezionalità sui contributi pubblici, di potenziare meccanismi automatici come il Tax credit e concentrare il Fus sui finanziamenti ad un numero minore di film, come le opere prime. Il ministro ha anche accennato alla crescita del pubblico per il cinema nell'ultimo anno: "la vendita di biglietti è aumentata dell'8-9% ma c'è stata una contrazione per i film italiani. Il mio dovere da è difendere e promuovere il nostro cinema, non sta a me dare ricette su come fare i film, ma ad esempio si potrebbe pensare a proporre in prima serata una volta a settimana un nuovo film italiano". Una proposta che ha incontrato il favore di Gianni Sammarco, il deputato che ha presentato alla Camera una nuova normativa sul settore: ”Ringrazio il Ministro Dario Franceschini, per la partecipazione e sposo in pieno la sua proposta di mandare in prima serata una volta a settimana un nuovo film italiano. Sono convinto, infine, che il DG della Rai Antonio Campo dall'Orto, cui la nuova legislazione ha conferito importanti responsabilità mostrerà altrettanta sensibilità per il cinema”. Sul tema è intervenuto Del Brocco: "La quota di mercato italiana potrebbe un po' risalire con gli incassi dei film delle feste che sono ancora tutti in sala, ma comunque questi dati non andrebbero valutati da un anno all'altro. A inizio 2016 uscirà il film di Checco Zalone e la quota italiana certo risalirà, ma anche quello non sarà un dato indicativo. Se al netto del suo film i numeri rimarranno questi o saranno inferiori allora si potrà parlare di un problema". Del Brocco reputa che "la situazione del cinema italiano non sia così drammatica, la nostra qualità produttiva è riconosciuta universalmente". Al termine dei lavori Lupi ha annunciato come tema del prossimo incontro, in programma tra fine gennaio e inizio febbraio, l'informazione nel servizio pubblico. Il capogruppo alla Camera ha inoltre commentato la riforma della Rai approvata in Senato :"Da un grande potere derivano grandi responsabilita'', la famosa frase dello zio dell'Uomo ragno ben si addice alla nuova figura dell'amministratore delegato creata dalla riforma della Rai”.
Franceschini scende in campo per il cinema italiano
Il convegno al Capranichetta. La ricetta del ministro: "Potenziare il Tax credit e concentrare il Fus su un numero minore di film"
