Politica

Caso Banche, Mattarella: "Accertare responsabilità"

Il Capo dello Stato alla cerimonia di auguri con le alte cariche affronta anche lo scandalo sui quattro istituti di credito: "Bisogna evitare conflitti tra istituzioni dello Stato"

Dobbiamo aver cura della Repubblica per costruire il futuro, evitando conflitti tra istituzioni, completando le riforme, tutelando il risparmio. Sergio Mattarella saluta le alte cariche istituzionali a fine anno e striglia poteri e istituzioni dello Stato che invece di collaborare confondono i ruoli ed entrano in conflitto, generando sfiducia. Il Capo dello Stato non tace la situazione che si è creata dopo i "gravi episodi" delle banche popolari, difende le nuove regole di Bankitalia, mentre in platea siede Ignazio Visco, ma chiede un "accertamento rigoroso e attento delle responsabilità e maggiore impegno nella tutela del risparmio che è volano per l'economia". E all'Europa dice chiaro e tondo che il nostro sistema creditizio è "più solido di altri e non ha avuto bisogno di aiuti di Stato come è invece successo in altri Paesi.   In un discorso denso e con mille messaggi, affiancato dai presidenti delle Camere e davanti a una platea di ministri guidati da Matteo Renzi, Mattarella tocca tutti i temi del vivere comune. Lanciando anche un allarme per quanto sta succedendo in Danimarca dopo la proposta del governo di tassare gli immigrati in arrivo: "A fronte dei tanti bambini morti in mare, giorno dopo giorno, assume un sapore crudelmente beffardo ferire la dignità stessa dei migranti, prevedendo addirittura di spogliarli dei beni che sono riusciti a salvare nella fuga dalle tribolazioni nei paesi natali".   "Aver cura della Repubblica per costruire il futuro: è il messaggio che vorrei esprimere in questo incontro di fine anno, che introduce al 70esimo anniversario della scelta popolare per la Repubblica" avverte il Capo dello Stato. Ma per far questo è necessario che i poteri e le istituzioni dello Stato non solo svolgano"con impegno il proprio servizio ma collaborino anche lealmente per il bene comune". Come già aveva fatto nel discorso di insediamento e poi nel discorso di impianto politico tenuto prima dell'estate ricevendo il ventaglio dai giornalisti parlamentari, Mattarella spiega che "il rispetto delle competenze altrui costituisce la migliore garanzia per la tutela delle proprie attribuzioni". E dunque nonostante abitualmente si eserciti una collaborazione, "talvolta si registra invece competizione, sovrapposizione di ruoli, se non addirittura conflitto e questo genera sfiducia oltre a indebolire la società".   Non un richiamo a una singola istituzione ma a tutte quelle che, dai comuni alla magistratura, dal governo al Parlamento, di volta in volta sono tentati dal travalicare il proprio ruolo o dall'interpretarlo in modo più esteso di quanto non indichi la Costituzione. Anche alle parti sociali, politiche ed economiche sono richiesti "uno sguardo lungo, una visione e comportamenti che non siano ristretti alle convenienze del giorno per giorno". Soprattutto quando i temi da affrontare sono così impegnativi, dal rapporto con l'Europa alle migrazioni, dalla sicurezza alla crisi economica, la collaborazione è fondamentale. La crisi economica, ad esempio: si registra finalmente un segno positivo per il Pil, ma "la disoccupazione resta elevata in modo inaccettabile".   Le riforme avviate sono un passaggio fondamentale ma, senza entrare nel merito, il Capo dello Stato fa notare che vanno compiute, terminando l'iter e riformando anche il processo legislativo, perche' altrimenti si generano "ulteriori incertezze e conflitti". "In sostanza - sintetizza il Capo dello Stato - dobbiamo aver cura della Repubblica". Che prospera "se i suoi cittadini non si sentiranno soli e marginali", se riesce ad essere unita, dal Nord al Sud, dai centri alle periferie. Perché "l'Italia - ha concluso Mattarella - è un Paese dinamico. Le potenzialità di cui disponiamo sono più grandi di quanto noi stessi, a volte, siamo propensi a riconoscere. Ne abbiamo la responsabilità non soltanto nei confronti della nostra storia migliore, ma soprattutto verso le nuove generazioni".

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