Chi aveva ipotizzato una rapida conclusione del processo sul cosiddetto «Vatileaks 2», e magari predetto un immediato provvedimento di clemenza da parte del Papa in occasione dell’Anno Santo straordinario della Misericordia, è rimasto clamorosamente spiazzato. L’ultima udienza si è tenuta lo scorso 7 dicembre e il dibattimento è stato sospeso «sine die» per consentire le perizie tecniche su tabulati telefonici, computer e cellulari chieste dai difensori, in particolare dall’ex collaboratore della Cosea, Nicola Maio, per ricostruire lo scambio di messaggi con altri due imputati, il sacerdote spagnolo Angel Lucio Vallejo Balda, già segretario della Prefettura degli affari economici della S. Sede, e Francesca Immacolata Chaouqui, ex membro della stessa Cosea. Non solo: alla ripresa del processo è prevista un’udienza a porte chiuse per valutare quale materiale acquisire agli atti, soprattutto alla luce del contenuto «hard» di alcuni messaggi scambiati tra Vallejo Balda e la Chaoqui anticipati sulla stampa. Tutto, dunque, slitta al prossimo anno, quando saranno finalmente ascoltati gli imputati, a cominciare proprio dal monsignore, e numerosi testimoni. Le difese ne hanno citati 12, tutti accolti dal collegio giudicante. Tra di essi nomi eccellenti come il segretario di Stato vaticano cardinale Parolin, che figura anche come parte lesa per la S. Sede, l’elemosiniere pontificio mons. Krajewski, l’arciprete di S. Maria Maggiore cardinale Santos Abril y Castell ó, presidente della commissione di vigilanza sullo Ior. Quanto ai due giornalisti imputati, Fittipaldi non ha citato alcun testimone mentre Nuzzi ha ottenuto la deposizione del presidente di Rcs Libri, Paolo Mieli, e del collega Paolo Mondani.
Processo in stallo fino all’anno nuovo
Chi aveva ipotizzato una rapida conclusione del processo sul cosiddetto «Vatileaks 2», e magari predetto un immediato provvedimento di clemenza da parte del Papa in occasione dell’Anno Santo...
