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Ue, Renzi alla Merkel: "Non dirci che donate il sangue"

Stoccata del premier alla cancelliera sull'Unione bancaria. La replica: "Abbiamo opinioni diverse ma le soluzioni si trovano sempre" MIGRANTI Euroflop: ricollocati 200 profughi su 160mila

Scambio di battute tra Matteo Renzi e Angela Merkel sul tema dell'Unione monetaria, in apertura della seconda giornata del Consiglio europeo di fine anno. "Cara Merkel, non potete raccontarci che state donando il sangue all'Europa" ha dichiarato il presidente del Consiglio italiano rivolto alla cancelliera. Poi in conferenza stampa: "Stamattina ci sono state due discussioni, di quelle vere. Ho detto alla Merkel che la Germania si pone come il donatore di sangue dell’Europa, ma agli occhi dell’Europa non appare proprio così. E il fatto di fare delle domande, legittime, non significa essere nemici della Germania". Al contrario "nemmeno bisogna sembrare subalterni, come forse può essere sembrato che fossimo in passato". E ha chiesto perché la Germania non voglia lo schema europeo dei depositi bancari. Merkel avrebbe ammesso che effettivamente, passando di emergenza in emergenza, sono passati troppi mesi senza essere riusciti a parlare di Unione bancaria. Si parla dello schema di assicurazione europea sui depositi, terzo e ultimo pilastro dell’unione bancaria dopo il completamento della sorveglianza bancaria unita e il sistema unico per risolvere le crisi bancarie. L’Italia spinge per una rapida soluzione della questione, mentre da parte tedesca lo stesso ministro delle finanze Schaeuble nei giorni scorsi aveva ribadito la sua contrarietà ad un'accelerata sui tempi. A sostenere la posizione italiana anche il presidente francese Hollande, il portoghese Costa, il greco Tsipras e il bulgaro Borissov. Il raddoppio del gasdotto North Stream "Un numero di paesi maggioritario ha sostenuto la nostra posizione - ha detto Renzi- erano contro solo Germania e Olanda". Secondo questi paesi, ha aggiunto, "l'accordo è solo commerciale" mentre l'Italia pensa che nella decisione della Commissione di approvarlo (un anno dopo aver bloccato il progetto South Stream con il suo strascico di contenziosi anche con aziende italiane) ci sia "anche un valore politico". "No alle sanzioni alla Russia" Renzi ha poi sollevato il problema delle sanzioni a Mosca. "È di dubbio gusto confermare le sanzioni alla Russia senza una discussione se dall’altra parte si fa passare alla chetichella il North Stream (gasdotto che collega direttamente Russia e Germania passando dal Baltico e senza attraversare l’Ucraina). Il presidente del Consiglio ha contestato il rinnovo automatico delle sanzioni contro Mosca (per la crisi Ucraina). "Redistribuzione dei rifugiati non funziona" Tornando sul tema della prima giornata del vertice, l'emergenza profughi, Renzi ha poi colto l'occasione per contestare le critiche di Bruxelles sulle inefficenze italiane nell'accoglienza e registrazione dei profughi. "E' l'Europa a essere in ritardo, non l'Italia", ha detto. "Noi abbiamo realizzato il 50% dei nostri impegni sugli hotspot mentre sulla relocation è stato fatto lo 0,2%". E sulla raccolta delle impronte digitali, su cui la scorsa settimana è stata avviata una procedura di infrazione, "dopo i tragici fatti del Bataclan l'Italia non solo ha molto incrementato il livello arrivando oltre il 95% di impronte raccolte, ma ha anche introdotto il riconoscimento facciale che sarà possibile condividere in una banca dati comune". Ecco perché il premier ha definito "surreali e stravaganti" le critiche Ue. "Ci sono 20mila eritrei in Italia. Il governo ha chiesto che anche gli afghani vengano considerati meritevoli di protezione internazionali. Sostenere che l'Afghanistan è un paese tranquillo ci pare un errore, abbiamo punti di vista diversi su questo, per esempio con la Germania".

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