Grazie alle sue dichiarazioni le indagini su Massimo Carminati hanno preso la giusta direzione e hanno dato origine all’inchiesta Mafia Capitale, per la quale ora sono imputate circa 60 persone, tra politici, imprenditori ed esponenti della malavita. Nonostante la sua collaborazione con la magistratura sia stata più che proficua, lo Stato ha negato a Roberto Grilli l’autorizzazione a entrare nel programma di protezione per i testimoni e i collaboratori di giustizia, ritenendo che non avesse i requisiti necessari. Il 52enne romano è stato arrestato il 26 settembre 2011 ad Alghero, perché era al comando di una barca a vela piena di polvere bianca, rimasta in avaria al largo delle coste sarde. A bordo della «Kololo II», battente bandiera francese e proveniente dalle isole caraibiche, erano stati rinvenuti 503 chili di cocaina, per un valore commmerciale di circa 200 milioni di euro. Dopo l’arresto, lo skipper decise di collaborare con gli investigatori, fornendo anche «indicazioni su alcune amicizie caratterizzate dalla comune militanza politica». Il 20 aprile 2012, davanti ai pm romani, Grilli fa il nome di Carminati: «Nell’ambito delle mie frequentazioni della destra romana ho conosciuto Massimo Carminati, con il quale avevo l’abitudine di prendere un caffè un paio di volte la settimana. L’avevo conosciuto tramite Riccardo Brugia, mio amico di lunga data. Circa tre anni fa conobbi a casa di amici comune tale Marco Iannilli, un commercialista che ho poi letto essere coinvolto in vicende giudiziarie. Io ero interressato a sapere come fare a portare i soldi fuori. Carminati mi disse che Iannilli era in grado di ripulire i soldi. Iannilli mi disse che poteva mettermi in contatto con un trasportatore che avrebbe portato i soldi a San Marino e in Svizzera. Brugia e Carminati sono molto legati». A conferma di ciò, lo skipper racconta che: «Riccardo mi disse due anni fa se volevo dare dei soldi a loro al 7% e li avrebbero gestiti loro. Gli davo 100 mila, mi davano 7 mila tutti i mesi. Io gli facevo: "Riccà, sì, ma se sparisci te, ’sti 100 mila a chi li chiedo?". M’ha detto: "Se parli con me o parli con Massimo è la stessa cosa, siccome Massimo è una persona di estrema fiducia"». Insomma, dichiarazioni a 360 gradi che hanno messo sulla pista giusta gli inquirenti. Proprio per questo la Procura di Roma ha citato lo skipper come testimone nel maxi processo che si sta celebrando a Rebibbia. A Grilli verrà chiesto di delineare i rapporti che Carminati aveva con Brugia, Calvio, Lacopo, De Carlo e Carmine Fasciani, e sul ruolo che "il Cecato" aveva nell’importazione di stupefacenti dal Sudamerica. Non è scontato che Grilli si presenterà in aula: essendo infatti ancora imputato davanti ai giudici d’appello per reato connesso, potrebbe avvalersi della facoltà di astensione. Il contributo prezioso che ha dato alle indagini e il rischio che possa pagare con la vita questa sua collaborazione (attualmente infatti è a piede libero e vive a Roma), non sono stati sufficienti per farlo entrare nel programma di protezione. La Commissione centrale del ministero degli Interni ha respinto la sua richiesta. Un altro, "morto che cammina", come si è autodefinito lui, è Maurizio Abbatino, uno degli ultimi capi storici della Banda della Magliana. Dopo più di 20 anni, lo Stato ha deciso che "il Freddo" non ha più bisogno di misure di protezione, costringendolo a tornare a vivere alla Magliana. Eppure Abbatino è il teste chiave che ha portato all’arresto nell’aprile del 1993 di 40 affiliati alla Banda, tra cui lo stesso Carminati. «Non chiamatemi lo "spezzapollici", il mio soprannome è il Bojo ». C’è stato spazio anche per questo appello, rivolto da Matteo Calvio dalla cella numero 3 dell’ula bunker di Rebibbia, durante l’udienza di ieri del processo a Mafia Capitale. Il palestratissimo gregario di Massimo Carminati si è alzato in piedi per rinnegare il soprannome cucitogli addosso dai giornalisti. È toccato poi all’avvocato Maurizio Gallo spiegare l’etimologia del nomignolo (in verità non meno sinistro) rivendicato dal suo assistito. « Il Bojo - ha spiegato è un ragazzo povero protagonista di una ninna nanna spagnola». Una nenia infantile che l’ormai ex "spezzapollici" ha anche accennato a beneficio della corte.M. V.
Negata la protezione al super pentito
"Non ha i requisiti necessari" il narcotrafficante Grilli Ai pm ha fatto i nomi di Carminati e Iannilli e del riciclaggio di denaro INTERCETTAZIONI In aula Cecato story
