Politica

Il premier si riaffida alla carta Cantone

Come per Expo e Giubileo Matteo si aggrappa ancora all’Anticorruzione. Renzi: "Sarà lui a gestire gli arbitrati. È un’autorità terza e autorevole"

E, alla fine, si torna a Cantone. A quanto pare il presidente dell'Anac è l’asso nella manica di Renzi quando la matassa si imbroglia e non si sa cosa fare. È lui l'uomo del governo per la trasparenza, la legalità e, soprattutto, la credibilità. Scartata l'ipotesi di un coinvolgimento della Consob per evidenti ragioni di opportunità, spetterà al magistrato la supervisione sugli arbitrati con i risparmiatori colpiti dagli effetti del decreto salva banche. La ragione della scelta l'ha spiegata direttamente il premier. Sulla questione delle banche «c'è la volontà di massima trasparenza e chiarezza e, se possibile, vorrei che gli arbitrati siano gestiti dall'Anac di Raffaele Cantone, un'autorità terza, autorevole, per la massima trasparenza».   La decisione è fatta nel segno di voler mandare un messaggio che il governo si muove con determinazione e, come spiegano da Palazzo Chigi, «vuole tenere un atteggiamento rigoroso, utile anche a enfatizzare una svolta rispetto al recente passato». Dall’entourage di Renzi si manda anche il messaggio che coinvolgendo Cantone non c’è «nessun un atto di sfiducia» verso Bankitalia e Consob ma è «una risposta netta, piuttosto, rispetto alla sfiducia che potrebbe crescere ancora fra i risparmiatori». Di qui la scelta di un giudice terzo rispetto alle due Autorità coinvolte, Bankitalia e Consob. Soprattutto, un giudice che per definizione ha la patente di arbitro imparziale. E che, dall'insediamento nel marzo 2014, ha dato prova di efficienza su dossier particolarmente caldi, e mediaticamente sensibili, come Expo e il Giubileo. Ora, Cantone e i suoi uomini dovranno cimentarsi in un terreno che non frequentano abitualmente. E dovranno farlo necessariamente con la collaborazione tecnica delle due Autorità che operano nel settore del credito. Banca d'Italia ha un ruolo chiave nell'intera operazione di risoluzione di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara, essendo al suo interno istituita l'Autorità di risoluzione. Consob, che controlla trasparenza e correttezza delle comunicazioni al mercato, era stata indicata in un primo momento come candidata principale a vestire i panni dell'arbitro. Poi Renzi ha pensato che sarebbe stato incoerente che un player della vicenda si ergesse a giudice per dirimere controversie. Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan è intervenuto per chiarire la posizione del Governo: «Le istituzioni sono solide e forti, il governo ha piena fiducia in Bankitalia e Consob». Ora la palla però passa all'Anac. Il ruolo dell'Autorità nazionale anticorruzione sarà definito dal provvedimento con cui saranno fissati i criteri per l'accesso all'arbitrato. L'organismo interno all'Autorità che potrà entrare in gioco è la camera arbitrale. È presieduta da Ferruccio Auletta, docente di diritto processuale civile all'Università di Napoli; Ugo Draetta, Giovanni Fabio Licata, Alberto Massera, Luca Mezzetti sono gli altri membri del consiglio.   Intanto sale la protesta dei risparmiatori truffati. Il 22 dicembre le vittime del salva-banche si sono date appuntamento davanti alla sede romana di Bankitalia. Il Codacons mira al rimborso integrale degli investimenti per una somma complessiva di 800 milioni di euro e per ottenerlo ha avviato azioni legali.

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