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La Fed alza i tassi Finita l’epoca del denaro a costo zero

Era attesa da tempo. Ieri la Federal Reserve ha rotto gli indugi e, come previsto, ha alzato i tassi di interesse dei Fed Funds dello 0,25%, portandoli quindi in una banda tra lo 0,25% e lo 0,50% dal precedente range tra zero e 0,25%. Era da nove anni che il costo del denaro in Usa non veniva aumentato. La Fed ha migliorato le previsioni sulla crescita del Pil e sul tasso di disoccupazione Usa, visti ora rispettivamente al 2,4% e al 4,7% nel 2016 (+2,3% e 4,8%, secondo le stime precedenti). «Con aggiustamenti graduali della politica monetaria, l'attività economica si espanderà a un ritmo moderato e il mercato del lavoro si rafforzerà». Difficile prevedere l’impatto che questo potrà avere in Europa, se cioè ci sarà un effetto trascinamento anche per la Bce. Il fatto è che mentre gli Usa stanno ripartendo, l’Eurozona è ancora in affanno e la ripresa stenta a manifestarsi. la presidente della Yellen ha tranquillizzato i mercati: «I rialzi saranno graduali». Poi ha sottolineato che con questa decisione si «pone fine ad un periodo eccezionale».

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