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Il pasticcio dei fondi Ue dirottati Il M5S svela il bluff del «Piano Sud»

Il grillino Battelli: "Interventi senza coperture, aumenterà il debito pubblico"

Il pasticcio dei fondi Ue dirottati Il M5S svela il bluff del «Piano Sud»

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Il piano per il Sud del governo? Rischia di rivelarsi solo un grande bluff o, al peggio, di gravare ulteriormente sul debito pubblico dello Stato che, solo ieri, ha toccato il nuovo record di 2.211,8 miliardi. È questo il parere del gruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera che ha esaminato punto per punto gli emendamenti presentati dal governo alla legge di Stabilità che contengono le misure per il rilancio dell’economia al Meridione. Ma che, conti alla mano, rischiano di rivelarsi senza copertura appesi come sono a un «sì» dell’Europa che appare tutto fuorché scontato.

Il primo punto controverso riguarda le agevolazioni fiscali per l’acquisto di macchinari che consistono in un credito d’imposta per le imprese che si trovano nelle cosiddette «zone assistite», come Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia. Regioni che, però, in quanto «svantaggiate», erano già destinatarie dei fondi europei citati ora in Stabilità. Di nuovi fondi, quindi, non c’è neanche l’ombra. In un altro emendamento, l’esecutivo afferma che gli oneri di questa manovra ammontano, dal 2016 al 2019, a 617 milioni di euro annui di cui 250 finanziati con fondi Ue del nuovo settennio 2014-2020. Queste risorse sono collocate all’interno del Fondo di rotazione insieme a quelle della vecchia programmazione 2007-2013. «Il punto - sottolineano dai 5 Stelle - è che, come da prassi, l’Italia dovrà prima anticipare questi soldi e poi rendicontarli all’Unione Europea per farseli rimborsare. Ed è qui che nascono i problemi. Perché il Governo non solo ha tirato in ballo dei fondi europei già esistenti ma li ha scollegati dal loro obiettivo di spesa, prevedendone una distribuzione a pioggia attraverso il credito d’imposta, restando fedele solo al criterio della localizzazione geografica dell’impresa ma dirottandoli da quella che è la finalità del loro utilizzo». Il rischio è che nel momento in cui l’Italia andrà a rendicontare all’Europa per battere cassa, l’Ue si rifiuti di rimborsare soldi spesi in maniera diversa rispetto alle condizioni originarie.

«Questo modo di agire del governo Renzi senza una strategia continuerà a generare un aumento del deficit dell’Italia che poi proverà a risanare riprendendosi i soldi dai cittadini per altre vie - attacca Sergio Battelli, capogruppo del M5S in Commissione Politiche Ue - è assurdo che il Governo non solo prima non è stato in grado di spendere i fondi Ue in tempo ma ora con la Legge di Stabilità, pur di farsi propaganda, li gestisce in maniera scorretta trasgredendo a posteriori i criteri di spesa già approvati nell’indifferenza più totale per quelle che saranno le conseguenze disastrose per le casse dello Stato e quindi delle tasche dei cittadini».

Per Battelli la soluzione migliore per affrontare le criticità del Meridione sarebbe stata quella di approvare «misure a favore delle micro e piccole imprese,come l’esenzione totale dall’Irap o la deducibilità totale dell’Ires e dell’Imu, al posto del credito d'imposta proposto dal Governo che agevola invece soprattutto le grandi imprese». «Abbiamo individuato le coperture necessarie nel taglio dal 96% al 94% della deducibilità degli interessi passivi per le banche, che avrebbe prodotto un gettito di 300 milioni di euro per punto percentuale per un totale di 600 milioni di euro», conclude Battelli, «ma in tutta risposta il governo non solo ha bocciato la nostra proposta ma ha addirittura aumentato dal 96% al 100% la possibilità per le banche di dedurre gli interessi passivi. Dal 2017 quindi le banche potranno dedurre totalmente i loro interessi passivi. E questo la dice lunga su quali sono gli interessi che stanno a cuore a questo Governo».

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