Politica

Forza Italia licenzia tutti i dipendenti

La decisione comunicata da una lettera della tesoriera e amministratrice unica del partito Mariarosaria Rossi

1994-2015. Silvio Berlusconi, a suo modo, è ancora in campo. Ma per Forza Italia i problemi aumentano col passare dei giorni. Prima l'addio alla sede storica di via dell'Umiltà con passaggio in quella più "gestibile" di piazza San Lorenzo in Lucina. Poi, nel dicembre dello scorso anno l'addio a 55 degli 86 dipendendi in organico. Adesso, ancora una volta in prossimità del Natale, il "colpo di grazia". Con una lettere firmata dalla tesoriera e amministratrice unica Mariarosaria Rossi, il partito ha infatti annunciato il licenziamento collettivo di tutti i suoi dipendenti. "Cari amici - esordisce la missiva pubblicata sul sito di FI -, con profondo rammarico Vi comunico di essere stata costretta a dare avvio alla procedura di licenziamento collettivo dei nostri dipendenti, notificandola al Ministero del Lavoro e alle Rappresentanze Sindacali". "Questa decisione - prosegue - è diretta conseguenza della legge che ha abolito il finanziamento pubblico ai partiti ed ha posto un tetto di 100.000 euro per persona al finanziamento da parte dei privati". E siccome "tutti sanno che Forza Italia, nata nel 1994, è diventata il primo Partito italiano grazie al suo fondatore e presidente Silvio Berlusconi che, oltre ad esserne la guida, si è fatto carico personalmente della sua sostenibilità economica e finanziaria", adesso è crisi profonda. La senatrice azzurra assicura comunque che il partito non smetterà di "vivere". "Faremo di necessità virtù - sottolinea -. Rilanceremo il nostro Movimento che deve diventare flessibile, modulabile e quindi sostenibile. Daremo vita ad un utilizzo innovativo ed efficace di tutti i mezzi di comunicazione e per le funzioni organizzative ci avvarremo dell’aiuto volontario di tutti voi, dell’impegno generoso di tanti militanti e dei gruppi parlamentari. Coinvolgeremo anche quei milioni di cittadini che continuano e continueranno a credere nei nostri programmi e nei nostri valori di democrazia e di libertà". "È grande, naturalmente - conclude -, l’afflizione di dover licenziare i nostri leali e qualificati collaboratori. Abbiamo provato di tutto in questi ultimi dodici mesi per evitarlo. Inutilmente, parché l’apertura della procedura di licenziamento si è posta come atto dovuto. Potrà essere modificata in futuro soltanto e se, con la collaborazione delle organizzazioni sindacali, si dovessero trovare soluzioni alternative oggi non ipotizzabili".

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