Unico, universale, eterno. Il Colosseo tricolore accompagnerà la candidatura di Roma per l’organizzazione delle Olimpiadi del 2024. Ieri al Palazzetto dello sport di Viale Tiziano è stato svelato il simbolo scelto per promuovere l’organizzazione dei Giochi della XXXIII Olimpiade. Un logo riconoscibilissimo, immediato, globale che punta su un’immagine indelebile. L’antico Anfiteatro Flavio, uno stadio che proietta l’Urbe verso il futuro «abbracciando» l’intera comunità mondiale con una pista di atletica leggera. Il biglietto da visita che Roma presenta è solido come le pietre del monumento edificato ai piedi del Colle Oppio, al tempo stesso dinamico come la pista tricolore che sfuma verso l’infinito lasciando spazio ai sogni, ai record, alle imprese sportive. Il logo è l’abbraccio tra la storia e il futuro, fotografa l’eccellenza del Mady in Italy, racchiude cultura e antichi valori. È un’immagine in cui affiora la percezione di un cuore che batte, un’alchimia tra attesa e speranza. «Stiamo costruendo la candidatura nel modo migliore - afferma il presidente del Coni Giovanni Malagò - meritiamo fiducia. Siamo molto forti e credibili, poi nella vita e nello sport sappiamo che uno solo vince e tutti gli altri purtroppo perdono, ma noi onestamente con questa squadra ce la andiamo a giocare molto bene - continua il numero uno del Comitato olimpico - siamo nella condizione di poter vincere questa partita. Abbiamo 20 mesi davanti di duro lavoro, non risparmieremo assolutamente energie, impegno e risorse». Non è una sfida semplice: Parigi, Los Angeles e Budapest sono delle antagoniste credibili che proveranno a insidiare la candidatura di Roma. «So qual è l’avversaria più temibile, ma non posso fare l'errore di dirlo - sottolinea Malagò - sarebbe una cosa da pazzi perché siamo in quattro e non credo che alla prima votazione ci sarà già un vincitore. I voti di chi uscirà dal lotto delle candidate potrebbero essere molto importanti per chi alla fine metterà il muso davanti. Devo quindi mostrare molto rispetto per tutti». Una partita a scacchi che vedrà l’epilogo a Lima - in Perù - nel settembre del 2017. «Se si vince ci saranno 10 anni di opportunità di lavoro e di speranza, si tratta di un’opportunità più unica che rara. Se perderemo accetteremo il responso, però oggi mi sembra ci sia molto bisogno in giro di un segnale di fiducia». Il presidente del Comitato promotore Luca Cordero di Montezemolo evidenzia il clima favorevole intorno alla candidatura olimpica. «C’è l’appoggio delle istituzioni, e un bellissimo sostegno - sottolinea - mandiamo un messaggio forte al Cio e ai nostri competitor, Budapest, Los Angeles e Parigi: vogliamo le Olimpiadi, lavoreremo notte e giorno per centrare questo obiettivo. Oggi abbiamo il 70% delle opere pronte anche grazie a Roma 1960 - afferma ancora il presidente del Comitato promotore - c’è bisogno di lavorare insieme con grande spirito di squadra. Roma è unita in tutte le sue componenti perché conosce il valore di questa straordinaria opportunità». In serata il sogno olimpico di Roma è diventato luce e colore con lo spettacolo di proiezioni sulla facciata del Bernini di Fontana di Trevi. Da Anita Ekberg a Pietro Mennea,passando per i fratelli Abbagnale e Federica Pellegrini, lo storico monumento simbolo della Capitale ha fatto da «palcoscenico» a giochi tridimensionali e immagini dello sport azzurro, dello spettacolo e della storia d’Italia e di Roma. Il via non poteva non essere affidato ai suoni e alle immagini della Dolce Vita di Fellini, ma poi sono comparsi i grandi campioni dello sport. Il cuore di Roma già batte. Chi potrà battere Roma?
Dove si svolgeranno (speriamo) le Olimpiadi a Roma
Presentato il logo dei Giochi 2024: un Colosseo tricolore In corsa Parigi, Los Angeles e Budapest. Tra 20 mesi il verdetto Tre grandi poli dello sport: Foro Italico, Tor Vergata e Nuova Fiera LA MAPPA DI TUTTE LE GARE
