Politica

Caos banche, Renzi si difende: "Nessun favoritismo"

Il premier chiude la Leopolda e attacca: "Mi fa schifo chi strumentalizza i morti". Ma non risponde sugli affari dei genitori con i vertici di Banca Etruria

Il caso delle banche conquista di prepotenza anche il palco della Leopolda. Dopo aver incassato il colpo, Matteo Renzi tenta di difendersi affermando che: "Chi ha sbagliato e chi ha truffato pagherà. Non ci sono mai stati intoccabili. Ma chi pensa di strumentalizzare la morte di una persona mi fa schifo". Nel suo intervento conclusivo della kermesse Renzi rivendica i risultati ottenuti dal governo, ma Ma non risponde sugli affari dei genitori con i vertici di Banca Etruria. Il premier ha inoltre lanciato una stoccata a chi accusa la kermesse di avere bandito le bandiere del Pd: "Quelli che ci chiedevano di mettere le bandiere se ne sono andati dal Pd. Noi siamo qui. Noi restiamo nel Pd e la bandiera l’abbiamo tatuata nel cuore e concepiamo questo spazio come uno spazio di libertà".   Il "nuovo" Pd "Quelli che ci chiedevano di mettere le bandiere se ne sono andati dal Pd. Noi siamo qui". Con queste parole Matteo Renzi ha aperto il suo intervento alla Leopolda. "Noi restiamo nel Pd e la bandiera l'abbiamo tatuata nel cuore e concepiamo questo spazio come uno spazio di libertà", ha aggiunto. E rivolgendosi alla platea ha sottolineato: "La Leopolda è la dimostrazione che le cose possono cambiare. Qui oggi non c'è l'Italia della rassegnazione. «Abbiamo rovesciato il sistema politico più gerontocratico d'Europa partendo da qui e abbiamo dato stabilità al Paese che aveva la minore stabilità del nostro continente. Abbiamo orgogliosamente portato il Pd a essere il partito politico più votato in Europa e non ci avrebbe scommesso nessuno. Neanche io. Non la facciamo per sempre la politica ma quando la facciamo la facciamo a viso aperto, con entusiasmo, poi però andiamo a casa". Poi ha proseguito "Non abbiamo il volto finto pensoso di chi si ritiene depositario del sapere universale, siamo ragazzi di provincia innamorati della propria terra umili e coraggiosi, che sono artefici della propria occasione: non ce l'hanno data, ce la siamo presa, non ci hanno costruito col blog o con l'ufficio comunicazione. Ci siamo costruiti in campo".   Sulle tasse "Cosa sabbiamo combinato quest'anno - ha spiegato Renzi -, tante cose, anche le polemiche. Stiamo facendo una operazione sulle tasse tanto straordinaria da rasentare un progetto di ambizione. Stiamo abbattendo le tasse, sta realmente accadendo. Se non ci sarà più l'Imu e la tassa sulla casa vuol dire che la voluntary disclosure si è trasformato da sogno a realtà?". "Sulla scuola c'è ancora molto da fare. Dobbiamo fare sì che alle scuole elementari si torni a scrivere in italiano. Bisogna usare di più il dettato e il riassunto". "Al tempo del T9, al tempo della scrittura automatica, bisogna fare dell'italiano una lingua viva".   Ripresa economica Il leader del Pd ha rivendicato poi la misura degli 80 euro in busta paga: "Non sono stati una mancia elettorale, ma hanno rimesso in moto i consumi". E sulla recente procedura di infrazione dell’Europa contro l’Italia per la mancata registrazione di 60mila migranti non registrati nel nostro Paese nel 2015 attacca: "All’Europa che ci fa la procedura di infrazione perché non abbiamo preso qualche impronta, diciamo che la somma delle burocrazie fa del male a se stessa".

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