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Profughi, infrazione all’Italia

L’Europa bacchetta l’Italia per non aver preso le impronte ai migranti arrivati in massa sul proprio territorio. Lo fa sotto forma di una lettera di messa in mora inviata al nostro governo dalla...

L’Europa bacchetta l’Italia per non aver preso le impronte ai migranti arrivati in massa sul proprio territorio. Lo fa sotto forma di una lettera di messa in mora inviata al nostro governo dalla Commissione Europea, in pratica il primo step della procedura di infranzione europea. Il rimprovero, però, suona come una beffa, per il nostro Esecutivo. «Se c'è una risposta sbagliata è quella di colpire chi da mesi è in prima linea nel gestire la crisi dei rifugiati assumendo responsabilità che sono anche dell'Europa» ha commentato il sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi «La risposta non è una formalistica apertura di una procedura di infrazione, applicare in modo miope e rigido le regole comuni nei confronti di chi ha fatto molto più e molto meglio di altri». Per l’Italia la questione è un’altra. «Applicare senza perdere più tempo quell'accordo sulla ridistribuzione dei rifugiati che è la risposta che tutti i governi (che sono tutti ugualmente vincolati da quest'accordo) dovrebbero dare e che ancora non hanno dato» ha aggiunto Gozi. L’esecutivo Ue, con questa nuova mossa, ribadisce all’Italia di attuare correttamente il regolamento Eurodac che dispone « il rilevamento delle impronte digitali dei richiedenti asilo e la trasmissione dei dati al sistema centrale dell'Eurodac entro 72 ore». Lo scorso ottobre era già stata inviata una lettera amministrativa, ma il nostro Paese «a distanza di due mesi non ha reagito in modo efficace». Le procedure di infrazione sono state aperte anche nei confronti di Grecia e Croazia. In Italia fra il 20 luglio e la fine di novembre sono arrivati 65.050 migranti ma solo di 29.176 fra questi sono stati correttamente trasmessi i dati, e in particolare le impronte digitali, al sistema Ue Eurodac. Queste la cifre in possesso della Commissione europea che hanno fatto scattare l’infranzione. Nello stesso periodo, in Grecia sono giunti 492.744 migranti ma i dati trasmessi al sistema comune sono quelli di 121.325 persone. Ecco perché sia Italia che Grecia, e anche a Croazia, hanno ricevuto ieri la lettera di messa in mora. Una misura che potrebbe aumentare la sicurezza nell’Unione Europea potrebbe essere l’adozione di biglietti nominali per i viaggiatori che utilizzano treni a lunga percorrenza. Lo ha detto ieri il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio aggiungendo che il tema è stato affrontato nel corso del Consiglio Ue Trasporti. Una misura che servirebbe a rafforzare «tutte le altre dallo scambio di informazioni, alla collaborazione fra le intelligence, alle telecamere, i controlli anche a campione dentro le stazioni e i luoghi sensibili».

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